Bob Odenkirk vuole picchiare duro: da Breaking Bad il debutto nel cinema d’azione


In “Io sono nessuno” il Saul Goodman di “Breaking Bad” e “Better Call Saul” si misura con il cinema d’azione senza sconti

La trasformazione non è da poco anche se non la si vede. Bob Odenkirk non è diventato grosso come Dwayne Johnson, ma si è allenato due anni per essere in grado di girare scene d’azione in prima persona. A 58 anni. Ci è riuscito e il risultato è Io sono nessuno, film che uscirà a febbraio (come e dove lo capiremo a ridosso, per il momento è previsto per la sala). Il trailer dice tutto quel che c’è da dire.

La premessa è dichiaratamente simile a John Wick (un pretesto scatena una macchina di morte dormiente) ma il film molto diverso, non fosse altro perché a dirigerlo c’è Ilya Naishuller, il cui esordio, Hardcore Henry, è stato un film d’azione vorticoso tutto girato in soggettiva, cioè come se fossimo nella testa del protagonista e guardassimo dai suoi occhi.

Tuttavia quando Keanu Reeves ha interpretato John Wick aveva già un credito da action hero, Bob Odenkirk no, sta ufficialmente tentando un cambio d’immagine radicale. Anche se non la pensa così.

Cos’è successo? Hai deciso di cambiare la tua immagine e diventare un action hero?

“Ah! Credo che tu pensi alla mia immagine più di quanto non faccia io. Certo lo so che un personaggio come questo è lontano da quelli per i quali sono conosciuto. Ma davvero ti posso dire che il ruolo di Saul Goodman in Better Call Saul non è troppo diverso (al netto dei pugni eh). Sai, in Breaking Bad ero l’alleggerimento, la parte di commedia, in Better Call Saul invece sono uno che non smette mai di dare il massimo e rischia sempre grosso, è in tutto e per tutto un protagonista d’azione solo che non c’è azione”.

Che non è poco…

“Sì, infatti ho dovuto farmi un paio d’anni di allenamento, perché avevo intenzione fin dall’inizio di non usare controfigure ma fare io stesso le parti più d’azione. Sono un fan di Jackie Chan

L’idea è piaciuta a tutti o hai incontrato resistenza?

“No, è piaciuta subito, hanno capito che Saul non è lontano da questo personaggio. Capisco che da fuori sembri un grandissimo cambiamento, ma non è così”.

Dopo due anni di allenamenti per entrare in una forma fisica buona per un film d’azione immagino che non ti fermerai qui, sarebbe un peccato fare tutta questa fatica per un film solo.

“Beh nei prossimi 6-8 mesi girerò la nuova stagione di Better Call Saul, in cui interpreto un personaggio di 15 anni più giovane di me, quindi una buona forma fisica mi serve anche per quello. Mettici anche che il mio allenamento non era mirato a mettere massa muscolare ma a essere in una buona forma fisica che mi consenta di muovermi come serve. Detto ciò, ho intenzione di continuare a usare tutti i fondamentali di combattimento per lo schermo che ho imparato, ma ovviamente dipenderà da come andrà questo film”.

Non siete molti in America a fare film in cui ci sono veri stunt e per l’azione non si usa la computer grafica.

“Guarda, non sono un fan della computer grafica usata per aiutare l’azione, non mi interessa e non credo lo farò mai. Io proprio volevo allenarmi e volevo fare quelle scene, altrimenti per me non avrebbe avuto senso fare il film. Mi piace proprio quella roba!”

Cos’è che ti piace?

“Mi piace che anche nel mezzo di una sequenza d’azione, se la interpreto io e non una controfigura, il personaggio rimane, lo senti e lo vedi. Quando c’è uno stacco sul mio volto quello ti collega subito al personaggio”.

I film d’azione ad oggi sono quelli dei supereroi e anche se questo non racconta un supereroe, non siamo lontani. È una persona comune che in realtà nasconde capacità incredibili e un’altra vita in cui è potentissimo. È solo con queste storie che si riesce ad arrivare alla sala?

“Certo sarebbe bello vedere questo film in sala ma non so dove saremo alla fine di febbraio. Lo capiremo a mano a mano che andiamo avanti, ma è vero: è un film grande e operistico, esagerato con un protagonista che parte umano e diventa sempre più grande mentre il film procede. Le classiche cose che vuoi vedere su grande schermo”.

Tu in realtà hai una carriera di più di vent’anni nella scrittura di commedia, hai scritto anche per il Saturday Night Live! Hai inserito nel film un po’ d’ironia?

“No. Il personaggio non è ironico ma serio come il genere comanda, come in Il braccio violento della legge o Old Boy (che è stata una grande ispirazione). Le parti divertenti (che ci sono!) vengono semmai dalla sceneggiatura”.

Che c’è di Old Boy?

“C’è quella dedizione, un personaggio con una rabbia profonda che monta, monta e monta cibandosi di se stessa e poi, come ti ho detto, quella qualità artigianale all’azione. Senti proprio che è gente che respira e vive”.

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