Le migliori newsletter che ti sei perso nel 2020


Il lockdown ha portato tanti giornalisti, autori, specialisti di vari campi a fondare una piccola zine via email in cui fare quello che gli pare: qui ve ne consigliamo un po’ che potreste esservi persi

Sarà colpa del lockdown, che ci ha a costretti a casa, prigionieri dei nostri schermi, a scrutare feed regolati da algoritmi bislacchi. O sarà il desiderio di fare qualcosa, qualsiasi cosa, mentre il mondo scorreva violentissimo lì fuori. Comunque sia, il 2020 ha portato con sé, tra le altre cose, una nuova ondata di newsletter – e di lettori e lettrici di newsletter. Per newsletter qui intenderemo un prodotto giornalistico o pseudo giornalistico, una sorta di blog che vive sulla posta elettronica, e non i prodotti pubblicitari e spammosi che conosciamo da tempo.

A seconda di come si osserva il panorama, le newsletter sono sulla cresta dell’onda da ormai qualche anno, con una crescita continua che non sembra (ancora) placarsi. E a seconda dei punti di vista, a decretarne il successo è stata la morte di Google Reader – il lettore di Rss più diffuso, strumento essenziale per seguire blog e siti – o l’ascesa dei suddetti feed dei social media, giardini chiusi, blindatissimi, in cui è l’algoritmo a decidere cosa farà capolino davanti agli occhi del lettore, e tutti gli altri, se proprio vogliono esistere, devono pagare. La verità, come sempre, è da qualche parte nel mezzo di questo spettro di possibilità: in effetti è facile vedere le newsletter come un’oasi felice, ideale per pubblici di nicchia e affezionati, in cui il meccanismo del follow e delle visualizzazioni dei contenuti vengono meno. Ti arriva tutto in mail (o nella casella “Posta indesiderata”, sigh) e non ti devi preoccupare di perderti aggiornamenti preziosi.

Accanto a prodotti ormai consolidati e di grande diffusione, come Da Costa a Costa di Francesco Costa, la newsletter (e podcast) dedicata alla politica statunitense del vicedirettore del Post, è nata quindi una wave di testate e testatine spesso di nicchia, ma che sono state capace di conquistarsi un pubblico, anch’esso in crescita. Prodotti come Zio, a firma di Vincenzo Marino, ex di Vice, specializzato nella cultura della cosiddetta Generazione Z (quella per cui noi Millennial siamo vecchi rimbambiti, insomma); o Medusa, a cura di Matteo de Giuli e Nicolò Porcelluzzi, sull’Antropocene e la fine del mondo.

Proprio come nella fu blogosfera, l’idea alla base di tutto è che chiunque abbia un interesse e abbia voglia di investirci del tempo, possa fondare una piccola zine in cui fare quello che gli pare. Ti piace l’arte contemporanea e vuoi leggerne in modo nuovo e pazzo? Ecco Fatima di Francesco Angelucci e Fabrizia Carabelli,  giornalisti e redattori di Inside Art. Ti piacciono i fumetti e vuoi riceverne un’ottima selezione mensile gratuita? Allora potrebbe interessarti Lana di Roccia di Matteo Contin, che scandaglia il web sempre alla ricerca di pezzi nuovi e gratuiti (in modo legale). Giusto qualche giorno fa, poi, è nata anche Complotti di Leonardo Bianchi, news editor di Vice, in cui si dedica ai complotti, veri o presunti, che si nascondono in mezzo a noi.

Insomma, anche rimanendo in Italia c’è molta scelta: figuratevi che succede quando ci apriamo all’estero. In lingua inglese mi sento di consigliarvi Exponential View, che dovrebbe essere nelle corde del pubblico di Wired e ogni sabato consegna un tir di link e spunti interessanti a tema “innovazione”; ma anche Garbage Day di Ryan Broderick, ex giornalista di Buzzfeed che da tempi non sospetti si immerge nelle acque più torbide e assurde del web, nuotando tra perversioni, cibo disgustoso, furries radicalizzati e TikTok scemi. A conferma di quanto le newsletter possano soddisfare le ossessioni di un autore, ecco Musing on a Mouse di Julia Alexander, che si occupa solo di Walt Disney e delle sue innumerevoli proprietà.

Me ne sono dimenticato qualcuna? Migliaia, probabilmente (a partire dalla mia, Link Molto Belli, dove recentemente ho pubblicato una specie di librogame). L’obiettivo era di consegnarvi i rudimenti di una bussola per chi voglia inoltrarsi in questo intricato mondo. Una volta fatto, poi, il bello è proprio trovare una propria strada, perdersi e finire magari ad aprire una propria newsletter su Substack o Tinyletter. Venite a giocare con noi.

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