Vaccino coronavirus, chi sale e chi scende in Borsa nella corsa


L’effetto degli annunci di Pfizer e Moderna: Zoom in frenata, calano i titoli tecnologici e lo streaming di Netflix. Mentre riprendono quota le azioni di turismo e aeronautica

Wall Street in New York City – (Photo by JOHANNES EISELE/AFP via Getty Images)

La doppia accelerazione nella corsa al vaccino contro il Covid-19 ha dato una bella scossa ai mercati azionari di tutto il mondo. Dopo che Pfizer e Moderna hanno annunciato di aver messo a punto il loro siero per combattere il coronavirus, i broker hanno ripreso a guardare con fiducia al futuro e la lockdown economy ha smesso di tirare sul mercato azionario. Titoli tecnologici, come Zoom e Netflix, sono stati sommersi dalle vendite negli ultimi dieci giorni, con i ricavi che sono stati dirottati sulle azioni dei comportati più in crisi quest’anno: turismo e aerospazio su tutti hanno registrato sensibili balzi in avanti nelle prime due settimane di novembre.

La fine della lockdown economy?

Zoom è l’azienda simbolo di un 2020 decisamente fuori dall’ordinario. La società di videoconferenze è scambiata a New York da aprile 2019 e il primo gennaio ogni azione costava 76,30 euro, in linea con il prezzo di lancio. Il propagarsi della pandemia ha permesso alla società californiana di farsi conoscere alla grande, grazie all’efficace piattaforma per le teleconferenze che ha fatto incontrare miliardi di persone, azzerando l’obbligo di distanziamento.

Il successo planetario si è riflesso in borsa. Il prezzo di Zm, il nickname del titolo sul Nasdaq, è aumentato fino a oltre il +500% nel corso dell’anno. Venerdì 6 novembre per una singola azione servivano esattamente 500 dollari. Il lunedì successivo dopo l’annuncio mezzo stampa di Pfizer il primo strappo al ribasso con un -17,4% (a 413 dollari) con il titolo che si è poi attestato intorno ai 400 dollari nella settimana successiva (-20% in totale rispetto all’ultima chiusura pre-annuncio).

L’andamento di Zoom sul Nasdaq tra il 20 ottobre e il 20 novembre 2020 (grafico da Investing)

Anche Netflix, che dagli appelli a restare in casa ha avuto molto da guadagnare, a metà novembre costa il 10% in meno rispetto al mese precedente. Stessa storia per  la casa di videogiochi Electronic Arts (-9%), eBay (-11%) o Intel (-16%). Anche un colosso granitico come Amazon ha subito un bel colpo. Alla chiusura del 6 novembre per un solo titolo bisognava sborsare 3.311 dollari, il 10 a fine seduta ne bastavano 3mila. Meno dieci per cento in un paio di sessioni, con il titolo che si è stabilizzato intorno ai 3.100 dollari nei giorni successivi al comunicato di Moderna.

Parabole simili le hanno avute anche le società del medicale che sono fuori da questa corsa vaccini (Novavax, Dexcom e Regeneron negli Stati Uniti). Proprio in Italia è stata Diasorin la (sola) società che ha risentito del traguardo tagliato da Pfizer-Moderna. La multinazionale di Saluggia (Vercelli) nel corso della pandemia ha avuto molto successo grazie allo sviluppo dei test sierologici in grado di identificare i pazienti venuti a contatto con il Covid-19. Il 6 novembre il titolo Diasorin veniva scambiato ai massimi livelli storici a 201 euro per azione; dalla seduta successiva in poi la discesa a 168 euro (-16,5%) dopo la fuga di Pfizer che ha dato un’auspicabile svolta al 2020. 

Chi corre con il vaccino anti-Covid

Dall’altra parte del parterre ci sono tutte quei titoli che sono crollati sotto i colpi della pandemia, con i ricavi azzerati dal lockdown e le azioni deprezzate. Basso costo per share e alti margini di crescita: il sogno per i broker.

L’indice Stoxx Europe 600 Travel&Leisure mostra l’impatto dell’annunciato vaccino sui titoli del settore: scatto immediato del +10%, senza nemmeno che sia pronto il packaging per le fialette. Nell’indice composito ci sono catene alberghiere, come l’Intercontinental hotel, e vettori, come Lufthansa e Ryanair che si è portata a pochi centesimi dai suoi massimi dell’anno (oltre i 15 euro per azione). 

Tra le compagnie aeree ad aver preso letteralmente il volo grazie alla scoperta di Pfizer e Moderna è stata Easjet: la società di viaggi lowcost britannica quotata a Londra ha visto schizzare del 35% il prezzo per azione lunedì 9 novembre, passando dalle 532 sterline per titolo del venerdì precedente alle 722 in chiusura (sempre a sconto rispetto le 1.100 sterline che servivano a febbraio). 

L’andamento di EasyJet a Londra tra il 20 ottobre e il 20 novembre 2020 (grafico da Investing)

Stesso destino lo hanno avuto le compagnie dell’aerospazio – con Boeing e Airbus che hanno migliorato le loro performance di circa il 30 per cento negli ultimi dieci giorni – e quelle della moda e del lusso, affossate da smartworking e serate in casa. La maison Lvmh ha scalato dieci punti percentuali in un paio di settimane; in Italia Salvatore Ferragamo ha conquistato l’8,8% il lunedì dell’annuncio e l’americana Ralph Lauren un tonico +19% in un solo giorno. 

Le prospettive per il 2021 e il new normal

Il 2021, secondo gli analisti di Ubs, “sarà l’anno della ripresa grazie a una combinazione di eventi che include stimoli fiscali, tassi d’interesse costantemente bassi e l’arrivo del vaccino. “I prossimi mesi – ha spiegato Matteo Ramenghi, chief investment officer di Ubs Wealth Management Italia – saranno complessi, ma il progredire dei vaccini e l’abitudine a convivere con il virus consentiranno un graduale miglioramento nel corso del prossimo anno. Per molti investitori questa fase di volatilità rappresenta una chance per rivedere il proprio assetto strategico e posizionarsi sul nascente ciclo economico e sui temi che probabilmente risulteranno vincenti”, ha aggiunto.

Per i broker della banca svizzera “gli investitori potranno trovare opportunità a lungo termine in tendenze incrementate dalla pandemia e che contribuiranno ad alimentare un futuro nuovo e sostenibile, soprattutto nei settori in fase di rivoluzione tecnologica”. Focus sull’economia a zero emissioni di carbonio, sulla digitalizzazione dei servizi finanziari e sulla necessità di un sistema sanitario più efficiente. Per loro si prevede una crescita “superiore alla media nel lungo termine”.

Potrebbe interessarti anche





Vai all’articolo Originale!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

X