Eredità delle donne 2020, tre giorni per immaginare nuove rotte scritte al femminile


Presentata la terza edizione dell’appuntamento che raduna a Firenze le personalità al femminile dell’economia, della cultura, della società, in una fase in cui l’apporto delle donne servirà più complessivamente a ripensare il modo in cui viviamo


Approccio phygital, fisico e digitale, per la terza edizione del Festival l’Eredità delle donne che sarà di scena a Firenze dal 23 al 25 ottobre (Wired è media partner). Un evento con le donne ma non solo per donne, in quanto l’attualità dei temi discussi, in particolare le sfide del mondo post Covid-19, è ovviamente trasversale. L’obiettivo è tracciare rotte per pensare a un futuro diverso, in cui l’apporto femminile continuerà a essere imprescindibile e distintivo, proprio come lo è stato nei mesi della crisi in numerosi contesti, negli ospedali, nei laboratori di ricerca e naturalmente nei nuclei familiari.

Il festival con la direzione artistica di Serena Dandini, presentato virtualmente oggi in conferenza stampa, sarà quindi nel capoluogo fiorentino con gli appuntamenti previsti dal vivo alla Manifattura Tabacchi, il centro per la cultura contemporanea che è stato restituito alla città attraverso un processo di gentrificazione. Ma sarà anche in digitale, per raggiungere quindi il pubblico che non sarà a Firenze e che potrà seguire la manifestazione sul sito ereditadelledonne.eu e sulla pagina Facebook.

L’attualità si imporrà nei panel tematici che strutturano in particolare le giornate di sabato e domenica (dopo il kick-off di venerdì, che vedrà Dandini aprire la tre giorni con Donne con i numeri. Scienziate, scrittrici, economiste che possono cambiare il mondo): la crisi generata dal nuovo coronavirus ha portato alla ribalta numerose personalità femminili, dai primi ministri di paesi come Nuova Zelanda, Germania, Norvegia alle professioniste in prima linea per combattere il virus. Il festival quindi parlerà di leadership al femminile, di scienza e tecnologia, di nuove visioni per l’economia e la finanza, di resilienza e resistenza con ospiti come Madeline Di Nonno, ceo del Geena Davis Institute on Gender in Media, Gina Rippon, neuroscienziata cognitiva della Aston University di Birmingham, Esther Duflo, Premio Nobel per l’economia 2019, Alessandra Perrazzelli, vicedirettrice generale di Bankitalia e l’economista Loretta Napoleoni.

Le leader, come dimostra il parterre di ospiti che include anche Ilaria Capua e Fabiola Gianotti, non mancano ma la vera parità è lontana, nella politica ma anche nel mondo dei media. E poi esiste anche un tema di diritto alla leadership e di fiducia nel raggiungerla, come dimostrano i numeri della ricerca Taking the lead. Girls and young women on changing the face of leadership, pubblicata nel 2019 e condotta dal Geena Davis Institute su un campione di 10mila ragazze tra i 16 e 25 anni in tutto il mondo. Il report rivela che quasi il 60% delle intervistate sogna un ruolo di alto profilo nel prossimo futuro ma oltre il 90% crede che ci sia un prezzo da pagare: la donna alla guida sarà tratta peggio dei maschi e soprattutto, secondo le intervistate, rischierà di ritrovarsi vittime di critiche ingiuste o di molestie sessuali.

Alla leadership quindi si aspira ma partendo quasi da una posizione di paura, se non di disillusione. Complice anche il sistema dei media, e l’industria dei film, che propone pochi ruoli per le donne e concede ai maschi sullo schermo, sempre secondo lo studio, più spazio e più diritto alla parola. Tuttavia, come ribadito da Ilaria Capua alla presentazione virtuale, è proprio questo il tempo giusto per tirare fuori il grandissimo potere inespresso che le donne hanno: secondo la direttrice del One Health Center of Excellence University of Florida, “le opportunità vanno riconosciute, afferrate e vanno adattate alle nuove sfide che abbiamo e che riguardano la sostenibilità del nostro sistema vita. Siamo a un bivio al quale possiamo decidere di andare in un posto migliore o tornare dove eravamo prima. Abbiamo una finestra che non ripasserà, quindi bisogna lavorare ora”.

La tre giorni intercetterà non solo i temi centrali nel dibattito attuale ma anche i contesti mediatici nei quali l’ascesa delle donne si esprime: spazio quindi anche ai social e al web (con ospiti come Camihawke, Ema Stokholma, e Beatrice Bruschi, attrice di Skam Italia) e ai libri di recente uscita che mettono al centro il pensiero femminile sulla società contemporanea.

L’appuntamento diretto da Serena Dandini vede anche il sostegno di Gucci, oltre che il patrocinio del Comune di Firenze: la casa di moda nata proprio in città, porta al festival la sua campagna “Chime for Change”, che continua ad esplorare le storie dei changemakers che lottano per la costruzione di una vera e solida gender equality.

Un’uguglianza che passa anche dalle domande sul vero e sul giusto che secondo la poetessa e scrittrice Margaret Atwood, ogni donna deve porsi: Atwood sarà protagonista di un intervento video che sarà trasmesso integralmente al Festival.

Tutti gli eventi dell’eredità delle donne saranno in diretta streaming sul sito (anche post evento), che costituirà quindi una sorta di vero e proprio canale in tempo reale per stare al passo con un programma che è agganciato all’attualità ma che vuole soprattutto alzare lo sguardo per capire come si possa rimodulare, con l’apporto delle donne, tutto il modo umano di stare al mondo.

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