Una milizia armata progettava il rapimento della governatrice del Michigan


Un gruppo armato di estrema destra attivo su Facebook mirava a portare in un “posto sicuro” la governatrice del Michigan Gretchen Whitmer, sotto accusa dall’estrema destra per via del severo lockdown che ha applicato al suo stato. Il piano è stato sventato dall’Fbi

(foto: Handout/DNCC via Getty Images)

Un gruppo armato di matrice terroristica di estrema destra stava pianificando il rapimento di Gretchen Whitmer, governatrice democratica del Michigan negli Stati Uniti. Ma il piano è stato sventato dall’Fbi: 13 uomini sono stati arrestati giovedì 8 ottobre. Di essi, 6 sono accusati dalla Corte federale di cospirazione per rapimento e 7 associati alle milizie di un gruppo chiamato Wolverine Watchmen, sono accusati dal tribunale che si sta occupando del caso di terrorismo per aver cercato di assaltare il Campidoglio del Michigan con l’intento di provocare una “guerra civile”. I primi 6 rischiano una condanna all’ergastolo, gli altri 7 fino a 20 anni di detenzione.

I dettagli dell’indagine

Con l’arresto degli indagati, l’Fbi ha reso pubblico il report compilato dall’agente speciale Richard Trask con i dettagli dell’indagine. Secondo le accuse, gli uomini presi in custodia  hanno svolto delle vere e proprie “esercitazioni di addestramento sul campo”, durante le quali hanno creato e fatto esplodere un dispositivo esplosivo di prova, oltre ad aver utilizzato armi da fuoco. Inoltre hanno condotto una sorveglianza coordinata, durata giorno e notte tra agosto e settembre scorsi, della casa estiva di Whitmer.

Le autorità hanno dichiarato che il complotto è stato fermato grazie al lavoro svolto da agenti sotto copertura e informatori negli ultimi mesi. Infatti, l’Fbi era venuto a conoscenza del piano all’inizio del 2020, attraverso un gruppo su Facebook: il report dell’indagine cita il social network tre volte, in quanto una delle principali piattaforme di comunicazione usata dal gruppo terroristico per coordinare le proprie attività. Diversi membri del gruppo si sono addirittura conosciuti su Facebook. Nel gruppo privato, inoltre, i cospiratori hanno “condiviso foto e registrazioni video” dei loro cosiddetti esercizi di addestramento, compresi i loro tentativi falliti di realizzare ordigni esplosivi. 

Nelle parole del giornalista Charlie Warzel, “tali post non sono una novità per Facebook, dove gli estremisti si riuniscono da tempo e hanno costruito vaste comunità private lontano dagli occhi attenti di moderatori esterni e forze dell’ordine”. Secondo l’Fbi, i gruppi estremisti si rivolgono sempre più spesso a internet e ai social media per diffondere il loro messaggio e reclutare nuovi membri. 

Gli scopi terroristici

I 13 uomini del gruppo armato non hanno preso Whitmer di mira per denaro o motivi personali: la loro motivazione era puramente politica. E la governatrice del Michigan non era nemmeno l’unico loro obiettivo: la milizia puntava a rovesciare diversi governi statali (da essa arbitrariamente) sospettati di “violare la Costituzione degli Stati Uniti”, secondo quanto riportato nel report dell’Fbi. Durante un’intercettazione, uno dei cospiratori ha dichiarato specificamente la volontà di portare a termine il loro attacco prima del 3 novembre, giorno delle elezioni presidenziali.

La governatrice Whitmer, infatti, è una figura di spicco della politica americana. Per tutta la scorsa primavera il suo nome è stato nella lista dei possibili candidati per la vicepresidenza democratica alle prossime elezioni, prima che Joe Biden scegliesse Kamala Harris. Negli ultimi mesi tuttavia, Whitmer era finita al centro di critiche e minacce di morte per la sua gestione meno rilassata dell’epidemia di Covid-19: lo scorso aprile aveva imposto al Michigan un severo lockdown, bloccando quasi tutte le attività economiche. Già durante le proteste che seguirono, molti estremisti di destra iniziarono azioni violente. Lo stesso presidente Donald Trump twittò “LIBERATE MICHIGAN!, a sostegno dei manifestanti (alcuni pesantemente armati) che si erano radunati davanti al Parlamento del Michigan, nella città di Lansing.

Dopo lo sventato rapimento di Whitmer, la governatrice e il candidato alla presidenza democratico Biden hanno accusato Trump di fomentare l’odio. Negli ultimi mesi, infatti, il presidente ha ripetutamente rifiutato di condannare in modo inequivocabile i gruppi di suprematisti bianchi che stanno agitando il Paese.

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