Col Wired Next Fest vi abbiamo portato in un nuovo mondo. Eccolo


Un recap della due giorni che ha fatto da gran finale a un festival dell’innovazione lungo 4 mesi. Per raccontare il nuovo mondo davanti a noi si è spaziato dall’Antartide ai cartoni animati, dai big data alle infrastrutture strategiche, con musica, comicità e pure un po’ di magia

È un viaggio intenso e lungo due giorni tra scienza, musica, innovazione, arte e tecnologia quello proposto da Wired nella ricchissima ultima tappa del Wired Next Fest 2020. Un appuntamento che ha concluso un percorso lungo 4 mesi, da giugno a ottobre, e che ha visto salire sul palco degli Ibm Studios di piazza Gae Aulenti a Milano tanti ospiti italiani e internazionali, che hanno raccontato – ognuno dal proprio punto di vista – come costruire il migliore dei futuri possibili, From Digital to a New World.

Partiamo proprio dalla fine. Nella serata di sabato è stato ospite del festival il filosofo del web e attivista digitale Cory Doctorow, che ha parlato di rete e libertà. “Dobbiamo ristabilire il diritto di avere tool digitali interoperabili, non monopolizzati dai grandi player del mondo hi-tech”, ha spiegato, “e per fare questo occorre sia data reale possibilità di concorrenza e competizione commerciale. Non possiamo fare affidamento sulle aziende tecnologiche per la soluzione dei problemi che loro stesse hanno creato”. Doctorow ha poi raccontato come il concetto di ecologia abbia permesso di unire sotto un cappello e un movimento unico tutte le migliaia spinte di protesta contro i monopoli aziendali, che riguardavano settori diversi e solo apparentemente lontani.

Cory Doctorow al Wired Next Fest (foto: Franco Russo)

Ma nel New World raccontato da Wired non c’è solo una rete migliore. “Investire sulla ricerca vuol dire iniziare dall’educazione, insegnando ai giovanissimi il valore del metodo scientifico, della tecnologia, del fare studi e dell’impegno votato al futuro”: così l’astronauta dell’Esa Luca Parmitano ha sintetizzato una delle chiavi a lui più care per affrontare la nuova normalità. Ma ha parlato anche di Spazio: “Oggi nelle missioni c’è una fortissima integrazione tra pubblico e privato, ma dobbiamo distinguere l’aspetto tecnico e operativo da quello più prettamente scientifico ed esplorativo, che è ancora (e forse sarà per sempre) prerogativa delle agenzie spaziali. Al momento vale sia per i programmi lunari sia per quelli marziani, che sono sotto l’egida dell’Esa, della Nasa e delle grandi cooperazioni internazionali”.

Per superare la fase della pandemia “non esiste una ricetta né una formula magica, proprio come non esiste in generale nella vita”, ha detto Chiara Montanari, life explorer e prima italiana a capo di una missione in Antartide. “Inoltre dobbiamo renderci conto che siamo noi gli attori del futuro, proprio come appare chiaro nelle missioni tra i ghiacci, in cui davanti a una situazione vita-morte ci si rende conto del peso delle proprie azioni nel determinare ciò che sarà”. Ma c’è di più: “Le spedizioni antartiche insegnano ad ascoltare il silenzio, sia quello dell’ambiente sia dentro di sé”, ha aggiunto l’esploratore Erling Kag, che in 50 giorni di camminata è stato il primo uomo ad arrivare in solitaria al Polo sud. Spiegando anche come il raggiungere il Polo sud sia un’ottima metafora per raccontare l’importanza di procedere e di mettere sempre un piede davanti all’altro verso il proprio obiettivo, come di fatto occorre fare anche nell’affrontare collettivamente la pandemia.

Erling Kagge al Wired Next Fest (foto: Franco Russo)

Venendo alle questioni più strettamente sanitarie e d’attualità, con il patologo della Emory University Guido Silvestri si è parlato di gestione dei vaccini contro il Sars-Cov-2 e delle altre soluzioni terapeutiche. “Dovremo pensare molto alla logistica, a quale vaccino funzioni meglio come protezione all’inizio, quale come durata della protezione, quale sia più efficace sugli anziani, e così via. Ci sarà una fase in cui sarà importante mettere le polemiche e le questioni politiche da parte, e focalizzarci su come arrivare a distribuire vaccini e anticorpi monoclonali nel modo più efficace possibile”. Consapevoli che, una volta terminato l’iter di ricerca e sperimentazione, sarà proprio l’implementazione pratica delle strategie vaccinali e di trattamento sul territorio a fare la differenza.

Secondo l’ex presidente dell’Inps Tito Boeri e l’editorialista Sergio Rizzo, la pandemia ha reso evidente che non c’è stata programmazione e visione nella gestione delle spese sanitarie, e non è stata predisposto quel minimo di riserva per intervenire in caso di emergenza“In Italia abbiamo anche il problema che le amministrazioni pubbliche hanno banche dati che non si parlano tra loro, e ci sono persino forme di rivalità tra amministrazioni diverse”, ha aggiunto Boeri.

Tramite l’analisi dei big data sanitari geolocalizzati, negli Stati Uniti si è visto che le aree più inquinate negli ultimi 15 anni hanno avuto una letalità di Covid-19 maggiore. “Questo è spiegabile da un punto di vista biologico e fisiologico”, ha detto Francesca Dominici della Harvard TH Chan School of Public Health, “perché sappiamo che se si respira per molti anni il particolato sottile si creano infiammazioni a livello respiratorio ed effetti sul sistema cardiovascolare. Se affetta dalla Covid-19, una persona che vive in un ambiente inquinato ha una capacità inferiore di combattere la malattia”. E, di conseguenza, un rischio maggiore di mortalità. Ancora di big data, da un punto di vista più generale, si è discusso con la sociologa della tecnologia Zeynep Tüfekçi: “Dobbiamo iniziare a parlare di tecnosocialità, ha detto, “ossia abituarci all’idea che la grande disponibilità di dati cambierà la nostra società e avrà un’interazione decisiva con il nostro modo di concepire il mondo e relazionarci con gli altri”. La tecnologia, insomma, non è qualcosa di esterno alla società, ma è intimamente collegata alle sue dinamiche.

Zeynep Tüfekçi al Wired Next Fest (foto: Franco Russo)

Non poteva mancare l’attualità in questo finale di stagione del Wired Next Fest. Tra gli ospiti c’è stato infatti Francesco Caio, freschissimo di nomina come presidente della newco Alitalia Ita. “Se c’è un’area importante per il rilancio è quella delle infrastrutture. In investimento in questo senso è importante per creare subito lavoro e attivare filiere importanti, ma anche per creare un Paese più pronto alle sfide di domani”. A proposito di novità per il nostro Paese e infrastrutture, sulla viabilità e sulla mobilità è intervenuto agli Ibm Studios Danilo Coppe, l’esplosivista che ha abbattuto il ponte Morandi. “Il ponte di Genova è diventato simbolo di un’Italia che va un po’ a pezzi”, ha esordito, “anche perché negli ultimi 2 anni sono caduti altri 7 o 8 viadotti, magari meno chiacchierati, che hanno provocato ulteriori vittime”. E se oggi stiamo pagando lo scotto di tanti anni in cui si è lavorato male e si è stati poco lungimiranti, “dobbiamo essere pronti ad affrontare le ciclicità degli eventi naturali, organizzando bene il sistema di vigilanza sulla costruzione e la manutenzione”.

Il festival è stato anche l’occasione per riflettere sul presente e il futuro dei più disparati media insieme a celebri personalità italiane. “Il modo di costruire i cartoni animati è cambiato nel corso delle generazioni”, ha spiegato Cristina D’Avena. “Prima raccontavano delle storie che puntavano a far appassionare ai personaggi, una puntata dopo l’altra. Oggi i cartoni sono bellissimi e fascinosi, ma organizzati a episodi fine a se stessi, che cominciano e terminano con una singola puntata, rinunciando a raccontare una storia che prosegue”. Dai cartoni animati ai videogiochi, con Giorgio Pow3r Calandrelli si è discusso di quanto youtuber e gamer possiamo insegnare ai media e ai brand come fare pubblicità, come farsi vedere e come interagire con le nuove generazioni. “Nessuno conosce i giovani meglio di noi e dei brand di make up, che sono a mio parere quelli a oggi più efficaci nel comunicare”, ha detto. “Quello dei gamer è un mondo ancora piccolo in Italia, in cui molte volte mancano professionalità, investimenti e infrastrutture. Ma è in grande crescita, ed è per sua natura capace di parlare agli adulti di domani”.

Cristina D’Avena al Wired Next Fest (foto: Franco Russo)

Di fumetti e animazioni ha parlato Zerocalcare, che si è concentrato su tema della violenza“Ognuno di noi può essere attore di violenza in prima persona, oppure vittima o ancora complice, e raccontare questi fatti come se fossero di un mondo estraneo a noi è assurdo”, ha detto. “Le periferie, le persone e i condomini sono luoghi complessi in cui si compenetra tutto, da chi fa il dottorato di astrofisica a chi ha passato gli ultimi anni a fare lo spacciatore”. Rimuovendo questa complessità ne esce un racconto in cui nessuno si può davvero riconoscere. Altro media protagonista del Wired Next Fest è stato quello del cinema pornografico, con Rocco Siffredi e il figlio regista Lorenzo Tano. “Da fan del sesso e del porno, dare grazie a internet la possibilità a chiunque nel mondo di potersi divertire e poter guardare la pornografia, legalmente o illegalmente, mi fa piacere”, ha detto Siffredi. Da produttore, ha ribadito, è consapevole che la rete ha un po’ distrutto e impoverito il mondo del porno, soprattutto per via dei tanti che producono e mettono online contenuti gratuiti, “ma al di là degli abusi e delle esagerazioni, che sono in qualunque settore, sono molto contento di questa apertura”.

Rocco Siffredi e Lorenzo Tano al Wired Nect Fest (foto: Franco Russo)

Scienza e informazione sono state protagoniste del divertente monologo di Geppi Cucciari a proposito di cancro e prevenzione. Cucciari, che è anche ambasciatrice Airc, ha spiegato che “la disinformazione e le bugie possono sembrare più attraenti della verità, perché il percorso verso la verità stessa è più complesso, prevede il porsi domande e l’avere senso critico. Dato che a volte le persone sembrano non saper distinguere le notizie autorevoli dalle informazioni pubblicitarie, la condivisione di informazioni scientificamente fondate e precise ha un grande valore”. Un esempio? Il fatto che le bevande calde possano provocare il cancro, una questione assodata per la scienza ma ancora poco conosciuta (e ancor meno messa in pratica).

Geppi Cucciari al Wired Next Fest (foto: Franco Russo)

Ancora un salto nello Spazio, e in particolare sulla Luna, quello fatto con Sara Pastor dell’Esa, impegnata a progettare moduli per vivere là: “O oggi possiamo prevedere il lancio di un modulo permanente verso la Luna nel 2026, ha annunciato. “L’uomo del mondo nuovo avrà a disposizione piccoli ed economici mini-satelliti capaci di raccogliere informazioni fondamentali, per esempio sugli asteroidi, ha aggiunto il Ceo di Tyvak Marco Villa. E quegli stessi mini-satelliti saranno usati anche per esplorare l’ambiente e fare ispezioni di stazioni orbitanti e insediamenti umani extraterrestri.

Dall’esplorazione spaziale alla cosmologia e alla fisica, lo studioso e divulgatore britannico Jim Al-Khalili ha ripercorso le nostre concezioni del mondo, a partire da anche dalla recentissima assegnazione del premio Nobel per la fisica. “Questo Nobel dedicato agli studi sui buchi neri era quasi impronosticabile, a differenza di quello che è accaduto con Peter Higgs oppure quest’anno nella biologia a Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier, ha commentato, aggiungendo che è un campo dalle grandi prospettive, sia per la loro modellizzazione matematica, sia attraverso questioni complesse come il paradosso dell’informazione, sia per il modo in cui i buchi neri interagiscono tra loro e generano onde gravitazionali.

Jim Al-Khalili al Wired Next Fest (foto: Franco Russo)

Nel corso delle due giornate si è parlato tantissimo anche di letteratura e di narrativa. “Il processo di scrittura è sempre complicato”, ha spiegato l’autore di bestseller Joël Dicker. “Ci sono scrittori che creano un proprio metodo di lavoro e un proprio piano, mentre altri come me procedono per prove ed errori e, se non sono convinti del risultato, cancellano tutto ricominciando da capo. Un processo che può essere anche traumatico, ma che è bellissimo da vivere”. E che indubbiamente non permette di prevedere quando finirà la scrittura di un libro, generando qualche volta qualche grattacapo.

William Boyd ha invece svelato i dietro le quinte della storia dell’artista di fantasia Net Tate, una bufala con cui sono stati trollati giornalisti, artisti e tantissime altre persone.

Gli argomenti sono stati i più disparati. Si è parlato di magia con il prestigiatore inglese Luca Gallone, che tra un trucco e l’altro ha raccontato come la carriera del mago sia fatta di pratica quotidiana e di auto-apprendimento, poi di innovazione al femminile con Clorophilla e Riccardo Pasqua, e ancora di revenge porn e crimini sessuali commessi online con Laura Boldrini, Marisa Maraffino e Alessandro Boni, da cui è emersa la necessità di definire e applicare regole chiare sui social. C’è stato spazio anche per raccontare la manifestazione in piazza Duomo a Milano dei professionisti che si occupano della produzione di spettacoli, ma anche di comicità con Valerio Lundini e di Stati Uniti con Simona Siri e Dan Gerstein.

La pandemia è stata definita un collasso e una paralisi, ma anche una soglia, quel passaggio che ci permette di andare “dalla luce all’oscurità, o viceversa”. Così, intervistato dal musicista Cosmo, sul palco del Wired Next Fest il filosofo Franco Bifo Berardi ha spiegato che “in questa soglia dobbiamo essere capaci di pensare. Pensare se veramente è la crescita infinita ciò di cui abbiamo bisogno, oppure la redistribuzione delle ricchezze esistenti e la capacità di godere finalmente di ciò che abbiamo prodotto”.

Franco Bifo Berardi e Cosmo al Wired Next Fest (foto: Franco Russo)

Realizzato in collaborazione con Audi, e con il patrocinio del Comune di Milano, il Wired Next Fest è stato possibile anche grazie al supporto di alcuni partner.

Mobile partner:
Huawei

Main partner:
E-DistribuzioneMastercardNexiUniCredit

Event supporter:
Pasqua vigneti e cantine

Production:
Piano B

Content partner:
Fondazione Airc

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