Bennu, ci sono molecole organiche sulla superficie dell’asteroide


Gli scienziati hanno scoperto molecole organiche contenenti carbonio, elemento essenziale per la vita, sulla superficie di Bennu. Questi composti potrebbero aiutare a far luce sul ruolo di Bennu e di altri asteroidi nella comparsa sulla Terra di composti chimici alla base della vita

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Immagine ottenuta dalle telecamere della superficie di Bennu ad una distanza di 24 chilometri (foto: NASA/Goddard/University of Arizona)

Dopo la scoperta della fosfina su Venere, il Sistema Solare non smette di regalarci sorprese, stavolta con il piccolo – ma non troppo – asteroide Bennu, studiato oggi dalla missione Osiris-Rex, un antichissimo oggetto celeste fonte di informazioni sulla formazione della Terra e degli altri pianeti del sistema. Uno studio coordinato da Amy Simon del Goddard Space Flight Center della Nasa a Greenbelt, nel Maryland, conferma un’importante ipotesi degli astronomi, ovvero che su Bennu ci sono tracce di composti organici diffusi su tutta la sua superficie. Queste molecole organiche contengono elementi chimici essenziali per la vita e dunque potrebbero aiutare a far luce sul ruolo di Bennu e di altri asteroidi nella comparsa sulla Terra di composti chimici essenziali per la vita. I risultati sono pubblicati su Science.

Com’è fatto Bennu

Oggi i ricercatori di vari gruppi hanno pubblicato ben 6 studi su Bennu, dopo 2 anni di dettagliate osservazioni. In seguito a un lungo viaggio nello spazio (anche questo durato 2 anni), nel dicembre 2018 la missione Osiris-Rex ha raggiunto l’asteroide e si è fermata intorno al corpo celeste. In questo tempo la missione ha ottenuto molte immagini e dettagli delle caratteristiche di Bennu e ora si appresta a catturare i campioni da riportare sulla Terra. Dagli studi degli scienziati probabilmente Bennu è ciò che resta di un asteroide molto più grande entrato in collisione con un altro oggetto celeste milioni o addirittura miliardi di anni fa. L’ipotesi che la sua formazione sia così antica, deriva dalla particolare struttura e composizione chimica, che ricorda quella degli asteroidi che si sono formati nelle prime fasi del Sistema Solare.

Ora gli scienziati stanno confrontando Bennu con l’asteroide Ryugu, un altro asteroide near-Earth (la cui orbita è vicina a quella della Terra), studiato dalla sonda Hayabusa 2, dato che entrambi potrebbero essersi originati da famiglie primitive di asteroidi nella parte interna della fascia principale. Per quanto riguarda la superficie, Bennu è pieno di crateri. Gli scienziati si aspettavano comunque un suolo prevalentemente liscio e levigato e sono rimasti sorpresi nello scoprire che invece è molto irregolare e disseminato di un’enorme quantità rocce più piccole dominate da giganteschi massi. Qui il video dei colossi rocciosi su Bennu.

L’origine della vita: una risposta negli asteroidi?

Lo studio del gruppo di Amy Simon conferma la presenza di materiali organici contenenti carbonio su Bennu. Il risultato è coerente con l’ipotesi che attraverso le collisioni con i pianeti gli asteroidi e i meteoriti potrebbero aver portato su questi nuovi corpi celesti gli elementi chimici alla base della vita, contribuendo di fatto allo sviluppo delle primissime forme di vita. Si tratta della prima volta – sottolineano gli autori – in cui vengono rilevate molecole organiche in un asteroide near-Earth (la cui orbita è vicina a quella della Terra). Fin da subito, la missione ha rilevato molecole di OH intrappolate nei minerali, tracce della presenza passata di acqua.

Sostanze organiche e minerali da studiare

Il rilievo di questi elementi indica anche dove andare a prelevare i campioni da riportare sulla Terra, dato che un altro obiettivo di Osiris-Rex è proprio quello di raccogliere frammenti del suolo da analizzare. “I nostri studi appena condotti – ha sottolineato Vicky Hamilton, ricercatrice del Southwest Research Institute in Texas e coautrice di tre lavori sul tema – mostrano che le sostanze organiche e i minerali associati alla presenza di acqua risultano ampiamente sparsi ampiamente intorno alla superficie di Bennu, quindi qualsiasi campione riportato sulla Terra dovrebbe contenere questi composti e minerali”. I ricercatori confronteranno la quantità di composti organici, carbonati e silicati individuati con quelle nei meteoriti che raggiungono la Terra per comprendere meglio la composizione di Bennu e l’eventuale ruolo nel trasportare gli elementi chimici alla base della vita.

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