Il partito di estrema destra greco Alba Dorata è stato dichiarato “organizzazione criminale”


La corte di Atene ha condannato la leadership del gruppo razzista, complottista e antisemita, a lungo tra i primi partiti della Grecia, a pagare per i crimini commessi da alcuni membri del movimento tra il 2012 e il 2013

(foto: Socrates Baltagiannis/picture alliance via Getty Images)

Dopo cinque anni di processo, la corte d’appello di Atene ha stabilito che il partito di estrema destra Alba Dorata – il terzo partito della Grecia, fino all’anno scorso – è classificabile come “organizzazione criminale”. Con questo verdetto storico, l’udienza è stata il più grande processo contro un gruppo neofascista della storia greca. I 68 imputati, membri e simpatizzanti di Alba Dorata, erano stati incriminati per il loro coinvolgimento in un omicidio e in due tentati omicidi. Fra essi, anche 18 ex parlamentari: la corte ha riconosciuto 7 di loro colpevoli di aver “guidato” le attività criminali del partito – come nel caso del leader Nikos Michaloliakos, negazionista della Shoah e ammiratore del nazionalsocialismo. Gli altri 11 politici sono stati condannati per aver partecipato ai delitti. I primi rischiano fino a 15 anni di detenzione, i secondi fino a 10 anni.

L’annuncio dei verdetti di colpevolezza è stato accolto con applausi e celebrazioni dalla folla di oltre 15mila persone riunite in una manifestazione antifascista fuori dal tribunale della capitale greca. Nello stesso momento, altre 5mila persone hanno animato una manifestazione simile nella città settentrionale di Salonicco. Nonostante la maggior parte dei manifestanti ad Atene fosse pacifica, un piccolo gruppo ha lanciato alcune molotov e pietre contro la polizia, che ha reagito con l’utilizzo di gas lacrimogeni e di un cannone ad acqua.

L’ascesa di Alba Dorata

Fondato nei primi anni Ottanta inizialmente come società massonica, come riportato dal Guardian, per molti anni Alba Dorata è rimasto un gruppo piccolo e seminascosto, che reclutava i suoi membri fra gli ultras del calcio greco. Successivamente, poi, si è trasformato in un partito di matrice razzista, complottista e antisemita, dotato di una fervida devozione ad Adolf Hitler e fondato sulla violenza di strada, le fiaccole sventolanti e la retorica estrema. Tra 2012 e 2015, Alba Dorata è riuscito a diventare il terzo partito del parlamento greco con il 7% dei consensi, sfruttando la crisi finanziaria decennale e la disaffezione verso la politica dei cittadini greci. 

Per fare qualche esempio dell’atteggiamento dei suoi rappresentanti: nel 2012, l’allora parlamentare di Alba Dorata Ilias Panagiotaros proclamava che la Grecia si trovava in una “guerra civilea un giornalista della Bbc, mentre nel 2014 un candidato elettorale prometteva di fronte a una troupe di documentaristi di “accendere i forni” e decorare paralumi con la pelle degli immigrati, con un chiaro e orribile riferimento a ciò che la Germania nazista faceva alle vittime dell’Olocausto. “L’Europa delle nazioni è tornata”, aveva invece dichiarato il leader del partito Nikolaos Michaloliakos, in una conferenza stampa nel maggio di due anni prima. 

I crimini del partito

Il processo appena giudicato dalla corte d’appello di Atene prendeva in esame quattro casi particolari di violenza: l’accoltellamento mortale nel 2013 del cantante rap antifascista Pavlos Fyssas, aggressioni violente a dai pescatori egiziani nel 2012 e ad alcuni attivisti di sinistra nel 2013. Il nodo cruciale del caso era stabilire se questa serie di attacchi potesse essere collegata alla leadership di Alba Dorata e, quindi, se il partito operasse come organizzazione criminale. 

Vista l’indagine preliminare, che ha dimostrato che il partito operava come gruppo paramilitare, il verdetto della giuria è stato di colpevolezza. In particolare, Giorgos Roupakias è stato condannato come esecutore materiale dell’omicidio di Fyssas nel 2013, suscitando applausi all’interno dell’aula e tra la folla all’esterno. Altri 15 imputati sono stati condannati come suoi complici. Inoltre, tutti e cinque gli imputati per il tentato omicidio dei pescatori migranti nel 2012 sono stati giudicati colpevoli, mentre le quattro persone accusate di tentato omicidio verso gli attivisti di sinistra nel 2013 sono state giudicate colpevoli solo di lesioni personali.

Alba Dorata ha negato qualsiasi legame diretto con questi attacchi e ha descritto il processo e le accuse mosse contro la leadership del partito come una “cospirazione senza precedenti” volta a rovinare la reputazione dei suoi aderenti.

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