Calciomercato, quanto i social network lo influenzano


Un post su Facebook o una foto su Instagram possono scatenare le fantasie dei tifosi e le ire dei club. Perciò sapere gestire i social network è sempre più importante

Cristiano Ronaldo in Serie A (Getty Images)
Cristiano Ronaldo in Serie A (Getty Images)

L’ultima vera passione civile che riscalda il nostro popolo” così lo scrittore Stefano Benni definiva il calciomercato nel romanzo Bar Sport Duemila del 1997. Un’affermazione che si dimostra valida ancora oggi, osservando l’interesse che i trasferimenti dei calciatori provocano in tanti italiani. Per mantenersi così importante il calciomercato ha dovuto adattarsi alle nuove tecnologie: i social network sono ormai un elemento immancabile nelle finestre di scambi e la strana stagione 2020/2021, diversa in tutto dalle altre, non fa eccezione in questo settore.

Nonostante elezioni e coronavirus, le notizie di calciomercato portano visite record ai siti specializzati, occupano quotidianamente i Twitter Trends e spesso si prendono le prime pagine dei quotidiani generalisti. Oggi come non mai le news di calciomercato sono accessibili a tutti senza intermediari: con l’arrivo dei social network sono gli stessi calciatori e i club ad annunciare i nuovi arrivi. Il social media manager di una squadra di Serie A e un’agenzia che aiuta i calciatori professionisti a gestire la propria immagine online hanno provato a spiegare il calciomercato nell’era di internet.

Calciomercato e social

I calciatori sono fra le più importanti star dei social: gli account di Gianluigi Buffon (9,5 milioni di followers), Mario Balotelli (9 milioni) e Andrea Pirlo (8 milioni) appaiono nella top 10 degli italiani più seguiti su Instagram. I siti specializzati in calciomercato (campioni di visite nel periodo estivo secondo Audiweb) proliferano grazie al racconto dei post degli atleti, attirando i tifosi-lettori con le analisi di ogni dettaglio al fine di scoprire possibili trasferimenti. Ivan Perisic condivide sulla propria pagina Instagram uno scatto con la nuova maglia dell’Inter: significa che non andrà in un’altra squadra come si vocifera? Cristiano Ronaldo quest’estate è stato in vacanza in Francia: sta provando a conoscere la nazione in vista di un passaggio al Paris Saint Germain? Tutte supposizioni che hanno alimentato le news e intrattenuto milioni di tifosi.

Con seguiti di tale portata, le squadre decidono ciò che i propri sportivi possono postare sulle pagine personali? “I nostri calciatori hanno ampia libertà di azione sui social network. Certo, in caso di nuovi arrivi si concordano dinamiche e tempistiche di presentazione, ma durante la stagione per lo più ci si attiene ad alcune regole ed accortezze che vengono spiegate in un incontro con la squadra prima di ogni campionato”, spiega Federico Falasca dell’area comunicazione della Sampdoria.

Le società si tutelano controllando l’attività di un calciatore prima di tesserarlo, per evitare che comportamenti del passato influiscano sull’accoglienza da parte dei tifosi: “Conoscere l’attività social di un calciatore è importante. Mette in luce delle sfaccettature dell’atleta che in campo non si possono cogliere. Può aiutare a capire che tipo di ragazzo sia, quindi un controllo preventivo viene sempre fatto”. D’altronde per i calciatori la carriera si svolge fra i venti e i trent’anni di età: ciò vuol dire che quelli di oggi sono per la maggior parte appartenenti alla Generazione Z, abituati ai social e all’utilizzo dello smartphone ma non avvezzi a usarlo per lavoro. Affidarsi ad agenzie e social media manager è una scelta raccomandabile. “Consigliamo di usare con estrema prudenza e razionalità i social network perchè possono essere un’arma a doppio taglio – affermano dall’agenzia Be Gr8 Sport che gestisce le pagine di diversi calciatori di Serie A e B – durante il calciomercato è meglio non esagerare con indizi sul proprio futuro”.

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Gli errori dei calciatori

Un tweet sbagliato può compromettere un trasferimento: lo spagnolo Sergi Guardiola non andò al Barcellona perché aveva postato della sua passione per i rivali del Real Madrid, mentre di recente il portiere islandese Alex Runarsson ha rischiato di non firmare con l’Arsenal dopo la diffusione di alcuni messaggi offensivi verso l’ex allenatore Arsene Wenger. Avvenimenti come questi rischiano di compromettere il rapporto con i fan, diventati nell’era dei social network ancora più importanti per i club.

Conoscere le potenziali reazioni dei tifosi a un acquisto indirizza la strategia di comunicazione in un senso o nell’altro. Il clima della piazza è fondamentale per scegliere il tono del messaggio che si vuole mandare. Non possiamo influire sull’acquisto di un giocatore oppure di un altro, ma possiamo decidere come presentarlo: questo sì. Ed è una componente chiave per il nostro lavoro” aggiunge Falasca. I club hanno capito questo potenziale e ormai hashtag, video di presentazione e messaggi sui social possono determinare il benvoluto, o meno, di un nuovo acquisto da parte dei fan.

Quando nell’estate 2018 realizzammo che stava per arrivare a Genova un giovane di belle speranze di nome Ronaldo Vieira, pensammo di giocare sull’omonimia con Cristiano Ronaldo. Preparammo una grafica in modo da ricalcare quella dell’annuncio alla Juventus di CR7 con un tocco di blucerchiato e inserimmo un testo in inglese dicendo che l’ultima ora era la firma di Ronaldo per la Sampdoria. Il pubblico di Twitter ha gradito moltissimo questo annuncio scherzoso”, aggiunge Falasca.

L’apprezzamento di un nuovo arrivo può comportare più maglie vendute, nonché un aumento di tifosi che allargano il bacino d’utenza e favoriscono contratti di sponsorizzazione. Un fattore talmente rilevante che il Manchester United (73 milioni di fan su Facebook) lo comunica nella sua proficua business strategy. “Il rapido spostamento dei media verso internet, dispositivi mobili e piattaforme di social media ci offre molteplici opportunità di crescita e nuovi flussi di entrate. Ci si aspetta che le nostre piattaforme, applicazioni e canali di social media diventino uno dei metodi principali con cui interagiamo e trattiamo con i nostri follower in tutto il mondo” spiega il club inglese sul proprio sito.

Il potere dei tifosi di calcio è aumentato grazie ai social e durante le sessioni di calciomercato il loro parere ha più valore di un semplice coro allo stadio. Così tanto che è “meglio evitare le risposte ai fan perché si rischia di entrare in polemica” suggeriscono gli agenti di Be Gr8 Sport. Sembra che i gol non bastino più a un calciatore, bisogna anche saper gestire i social network.

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