Da San Francesco a Padre Pio: cosa sono le stimmate?


Prima di San Francesco le stimmate non esistevano, ma dopo di lui molte persone sono state protagoniste di storie simili, sante e non

San Francesco riceve le stimmate in un dipinto del 1640 (Photo by Fine Art Images/Heritage Images/Getty Images)

Il 4 ottobre la Chiesa cattolica, assieme a quella anglicana e luterana, celebrano San Francesco, patrono d’Italia. Morto ad Assisi il 3 ottobre 1226, è diventato una figura una delle figure più importanti della Cristianità. Il nome scelto dall’attuale papa è appunto in onore del santo, il cui ordine religioso è stato fondato per seguire le orme di Cristo.

Nel caso di Francesco d’Assisi, l’imitazione di Gesù ha raggiunto un nuovo livello con le stimmate. Due anni prima della sua morte, nell’estate del 1224, stava trascorrendo la quaresima di San Michele (29 settembre) sul Monte Verna, pregando e digiunando. A metà settembre Francesco avrebbe avuto la visione di un serafino, e ricevuto su mani, piedi e costato le ferite della crocifissione. Le stimmate, appunto.

Era il primo caso di stimmate fuori dai Vangeli, anche se in realtà fenomeni simili, come strane ferite dei cavalieri crociati, si raccontavano già, ma non prima del XII secolo. Era nato un altro tipo di miracolo. Da quel momento le stimmate spuntarono in molte altre persone. Un fenomeno che è continuato fino a oggi. Il progetto internazionale Stigmatics, per esempio, ha identificato oltre 200 di stigmatici emersi in Europa tra il 1800 e il 1950.

La controversia su San Francesco

Alcuni fedeli credono alla realtà delle stimmate come dono divino, almeno per alcuni casi. Non mancano però gli scettici, per i quali tutti i miracoli che hanno effetti sul mondo fisico possono e devono essere indagati con gli strumenti scientifici.

Nonostante il primato di Francesco, anche questo caso è abbastanza discusso. La medievalista Chiara Frugoni, autrice di Francesco e l’invenzione delle stimmate (Einaudi, 1993), nota che solo dopo la morte di Francesco si diffonde la notizia di ferite sul corpo del futuro Santo (che era molto malato). Ferite che ricalcherebbero quelle del supplizio di Cristo.

Francesco in vita non le avrebbe mai rivelate, nemmeno ai più intimi. E se si esaminano tutte le fonti disponibili su quanto sarebbe accaduto nel 1224 sul Verna, si scoprono contraddizioni non da poco. Mentre tutte concordano su una visione del Santo (ma raccontata i modi diversi), non tutte parlano delle stimmate, o almeno come noi le intendiamo.

Frate Leone, il discepolo che era sul monte Verna insieme a Francesco, usa semplicemente l’espressione impressionem stigmatum, senza parlare di ferite e descriverle in dettaglio come faranno i più influenti agiografi. Secondo la storica, l’interpretazione corrente di stigmata al tempo si riferiva al marchio indelebile del battesimo, quindi un marchio spirituale, non alle ferite della croce. Se queste analisi sono corrette, le stimmate come le intendiamo oggi sono un’innovazione successiva alla morte, fissata dalle biografie ufficiali di Francesco a beneficio dell’Ordine, che avrebbero a posteriori condotto la loro apparizione all’episodio del Monte Verna.

Dopo Francesco: miracolo o body art?

Quello che è accaduto prima non è sempre e necessariamente causa di quello che accade dopo. Non si può tuttavia ignorare che una volta nata la leggenda del primo Santo con le stimmate, che ebbe un enorme impatto anche sulla storia dell’arte, cominciarono a farsi avanti altri stigmatizzati, e non solo tra i religiosi di professione. Si può azzardare un paragone profano. Gli avvistamenti dell’alieno tipico, come quello della falsa autopsia di Roswell per intenderci, si sono diffusi solo dopo la pubblicità data al presunto rapimento alieno di Barney e Betty Hill.

Cosa si può dire degli stigmatizzati e delle loro ferite? In The Science of Miracles (2013) lo scettico Joe Nickell riassume lo stato delle conoscenze. Sono stati circa 400, e fino al XX secolo venivano per lo più dai paesi cattolici, in particolare dall’Italia. Poi apparvero anche in Regno Unito, Stati uniti, Australia. Le ferite sono molto eterogenee, per aspetto e posizione. Curiosamente le stimmate sui polsi, invece che sui palmi, sembrano una novità recente, legata alla pubblicità del falso medievale della Sindone. Questa infatti, secondo alcuni, supporterebbe l’idea di una crocifissione con chiodi attraverso i polsi.

Alcuni stigmatizzati sono stati definitivamente smascherati. Per esempio la monaca Maddalena de la Cruz nel ‘500 confessò di aver ingannato tutti. La suora Maria de la Visitacion nello stesso secolo fu colta con le mani nel sacco da una consorella. Ognuno dei casi andrebbe investigato a parte, e non è sempre possibile specialmente per i più vecchi. Nel complesso però nemmeno uno può essere considerato inspiegabile, cioè spiegabile solo attraverso il soprannaturale. L’ipotesi più parsimoniosa è che le ferite (quando ci sono davvero), siano aperte dagli stessi stigmatizzati. Questo può avvenire in maniera sostanzialmente inconscia (come sottoprodotto dell’esaltazione religiosa o di disturbi mentali), oppure essere una deliberata modificazione corporea, e in quel caso parliamo di frode.

Il caso di Padre Pio

Dalla loro comparsa le stimmate sono sempre state discusse anche in seno alla Chiesa, che chiaramente non può fare santo o santa chiunque si presenti con ferite su mani e piedi. Sono una sessantina i canonizzati per cui è nota questa caratteristica. L’ultimo caso è quello, eclatante, di Padre Pio. Eclatante perché attraversa il secolo scorso, quindi è relativamente recente e ben documentato, permettendo di separare la storia dall’agiografia.

La Chiesa stessa all’inizio fu molto scettica, se non ostile, alle pretese di santità del frate pugliese. Quei miracoli erano difficili da accettare al di fuori del culto della personalità che aveva costruito intorno a sé. I medici che esaminarono le ferite, se pur ostacolati dal frate che sembrava provare dolore intenso in queste occasioni, le giudicarono superficiali. Poi furono coperte da guanti: così però nessuno poteva sapere cosa ci fosse sotto, e se c’era. C’è anche una strana richiesta, fatta in segreto, di acido fenico, un composto che potrebbe averlo aiutato a mantenere le ferite.

Con queste premesse sembra incredibile che Francesco Forgione sia diventato beato e poi santo. Ma lo storico Sergio Luzzatto, autore di Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento (2007), spiega l’apparente paradosso. Le stimmate di Padre Pio, probabilmente ispirato dagli scritti della stigmatizzata Gemma Galgani che aveva plagiato, arrivano dopo la Prima guerra mondiale.

Non è più il medioevo, dove i miracoli confermavano la fede: il miracolo adesso serve a provare l’esistenza di un Dio. Anche per la Chiesa la critica si fece problematica, e nei fatti avvantaggiava l’immagine di Forgione come sant’uomo osteggiato. Così nei decenni anche l’organizzazione arrivò ad accettare i suoi miracoli. Ora, per salvare le apparenze, la salma di Padre Pio è ora esposta con i guanti, anche se al momento della morte le stimmate non c’erano.

Potrebbe interessarti anche





Vai all’articolo Originale!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

X