Daisy Jones & The Six – recensione del libro più rock dell’autunno


Daisy Jones & The Six è il libro rivelazione di questo autunno 2020 che, con il romanzo di Taylor Jenkins Reid, parte davvero alla grande. Daisy Jones & The Six è disponibile nelle librerie italiane a partire dall’otto settembre scorso, edito da Sperling & Kupfer, dopo aver conquistato il mercato statunitense e britannico, scalando le classifiche dei libri più venduti.

Daisy Jones

Taylor Jenkins Reid con Daisy Jones & The Six firma il suo settimo romanzo in sette anni, balzando agli onori della cronaca grazie al meritato successo del libro che diventerà anche una Serie TV per Amazon Prime Video prodotta da Reese Witherspoon.

La storia di Daisy Jones & The Six

Daisy Jones & The Six parla di un gruppo musicale (mai esistito, ma ispirato a diversi esponenti della scena musicale statunitense e britannica degli anni Sessanta e Settanta) che dopo una breve gavetta nei club e nei teatri USA, riesce a scalare le vette della montagna sacra della musica rock.

Oltre alla vicenda del gruppo che, nel corso della storia, deciderà di chiamarsi The Six, leggiamo la vicenda di Daisy Jones, una giovane e bellissima ragazza figlia della società borghese e benestante della Los Angeles degli anni Sessanta.

Daisy Jones

Man mano che le pagine scorrono intrepide sotto le nostre dita, il libro mostrerà due vite parallele, quella del gruppo musicale e quella di Daisy, due storie destinate inesorabilmente a incontrarsi, nello scenario meraviglioso della rivoluzione culturale di quegli anni. Il romanzo è incalzante e le vicende raccontate sono come immagini sullo schermo, sempre più ambiziose e profonde. Dalle parole di Taylor Jenkins Reid emerge una profonda conoscenza degli ambienti musicali a cavallo tra il 1960 e il 1970 che ci permette di comprendere le difficoltà artistiche di una band che lotta continuamente contro se stessa, i produttori e il pubblico.

Una lotta continua che, spesso, porta all’alienazione del singolo per il volere dei poteri forti. Nel caso di Daisy Jones & The Six, i poteri forti sono i produttori che prima vogliono indurre Daisy a perseguire una strada artistica che non le appartiene, e poi vogliono che i The Six diventino l’astro più luminoso del panorama musicale di tutti i tempi. Una pressione difficile da sostenere e che porterà il gruppo rock a prendere delle decisioni non facili.

Daisy Jones

L’affascinante vocalist Daisy e il sex symbolfrontman dei The Six, Billy Dunne, ad un certo punto della storia inizieranno a innamorarsi, e da eterni nemici ad amanti il passo sarà breve. Questo fino al fatidico dodici luglio 1979, quando, dopo un memorabile concerto entrato nella storia della musica rock, il gruppo si scioglierà per sempre, entrando nella leggenda.

I protagonisti e lo stile di un libro rock’n roll

Daisy Jones & The Six è un romanzo corale, tutti i protagonisti hanno la possibilità di dire la propria opinione anche grazie alla scelta stilistica fatta dall’autrice Taylor Jenkins Reid. Lo stile del romanzo, infatti, non è consueto e lo leggiamo già dalle prime battute. Il libro si presenta come una lunga intervista fatta a tutti i personaggi che hanno preso parte alla storia del gruppo rock più mitico di sempre (citando il romanzo stesso).

A narrare i fatti più importanti sono proprio Daisy Jones e Billy Dunne. La storia si apre con la storia dei The Six e di come questi siano diventati un’importante rock band. Per il gruppo musicale, la svolta avviene dopo l’incontro con Daisy Jones, la giovane donna che diventerà la seconda voce dei The Six.

Daisy Jones

Billy Dunne viene presentato, da se stesso e dagli altri narratori di questo romanzo corale, come una persona debole, propensa alle dipendenze, che perderà anche la nascita della figlia a causa della sua indole tossica. Anche Daisy abusa di psicofarmaci e droghe varie, come consuetudine nel panorama musicale di quegli anni. Entrambi i frontman della band sono due persone deboli, ma grazie all’amicizia con gli altri membri e all’amore reciproco, riusciranno ad affrontare un percorso catartico che alla fine rivelerà la loro vera essenza.

I personaggi comprimari sono importanti come quelli principali. Questo perché tutti raccontano la propria storia, il proprio punto di vista nella vicenda di Daisy e dei The Six. Un espediente tecnico che rende molto coinvolgente la narrazione e che dona alla storia una visione personalistica, adatta a tutte le opinioni che il lettore può avere durante la lettura. Questo perché i punti di vista cambiano continuamente, dando alla narrazione quell’aura universale propria dei grandi romanzi contemporanei.

Daisy Jones

Ciò che riesce a coinvolgere il lettore e trasportarlo al centro della narrazione è lo stile che la scrittrice  Taylor Jenkins Reid ha deciso di utilizzare per la stesura del romanzo. Il fatto che questo sia un susseguirsi di testimonianze dirette rende il libro coinvolgente, difatti il lettore sembra quasi essere l’intervistatore, e l’autrice riesce a mettere in fila le battute dei vari personaggi proprio come il lettore vorrebbe leggerle. Un esperimento davvero molto riuscito, che rende naturale la volontà di Amazon Prime Video di realizzare una serie TV ispirata al romanzo.

Conclusioni

Il romanzo è assolutamente imperdibile. Riesce a coinvolgere il lettore in maniera totale anche grazie al linguaggio diretto utilizzato, una lingua nuova, di prima mano, che racconta tutto quello che è accaduto a Daisy Jones & The Six senza filtri e senza giudizio. Le vicende vengono presentate, e il lettore riesce ad avere un’opinione della storia e dei fatti raccontati, anche grazie alla pluralità di voci che legge.

Daisy Jones

La storia, poi, è davvero potente, anche se all’inizio potrebbe sembrare scontata e ricca di cliché. Però è indubbio il fatto che la narrazione invogli il lettore ad andare avanti nella lettura e stentare a fermarsi. Taylor Jenkins Reid ha davvero fatto centro con questo romanzo diventato già un best seller a pochissime settimane dall’uscita internazionale. Un libro imperdibile che deve essere letto per conoscere più da vicino un mondo che sembra ormai lontano, quello dell’ambiente della musica rock anni Sessanta e Settanta, ma che mostra, invece, un’attualità di linguaggio senza precedenti.



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