film con le auto


Non stiamo parlando di inseguimenti, né solo di viaggi. Bensì di spostamenti in cui le macchine sono personaggi fondamentali della storia. Come nell’ultimo lavoro con Russell Crowe Il giorno sbagliato, nelle sale questa settimana

Il miglior amico dell’uomo è la sua auto. Il cinema lo sa. Esistono infatti film con gli inseguimenti, film in cui le macchine sono importanti, e poi un’altra categoria, quelli in cui il mezzo di trasporto è un personaggio a sé, che ha un ruolo. In questi ultimi la storia va avanti principalmente lì, in auto, e le scene interne alla macchina sono le fondamentali che mettono a confronto i personaggi.

Questa settimana è uscito nelle sale italiane Il giorno sbagliato, in cui Russell Crowe, tramite un SUV, comincia a molestare una donna fino alle estreme conseguenze. Inizialmente il film è proprio un confronto tra auto, in cui le dimensioni delle stesse spiegano quel che c’è da sapere sulle personalità di chi le guida. Lui, grande e grosso, sta al volante di un fuoristrada sportivo nero; la vittima, invece, di una station wagon con dentro anche il figlio. Un diverbio al semaforo scatena la persecuzione, una tipica situazione di traffico moderno.

I film in automobile sono questo, storie di viaggi o storie possibili solo se si considera il mezzo. I migliori sono quelli che più hanno riconosciuto il ruolo cruciale dell’auto e hanno cambiato la maniera in cui guardiamo gli spostamenti.

10. Tre uomini e una gamba

Forse il più grande film in auto italiano. La familiare brandizzata “Il Paradiso della Brugola” è il mezzo che progressivamente si distrugge, si sporca e viene fiaccato come lo spirito dei tre che lo usano per spostarsi da Milano a Gallipoli per un matrimonio che sembra una condanna. Vivranno diverse esperienze, spesso dentro la macchina, ma è come se tutta la loro frustrazione diventasse polvere e bozzi sul mezzo. Alla fine l’auto sarà anche lo strumento della loro liberazione tramite la fuga.

9. L’autista

Il ruolo è tipico: l’autista dei rapinatori. È la stessa idea che si trova in The Transporter o in Baby Driver. La differenza è, però, che questo film molto meno noto e più piccolo con Frank Grillo come protagonista è davvero vissuto tutto in auto, da lì lui cercherà di fare tutto. L’hanno fregato e ci sta andando di mezzo sua figlia.

8. A prova di morte

È la celebrazione di Quentin Tarantino per gli stuntmen e in particolare quelli che lavorano con le auto. Stuntman Mike del resto fa tutto con la sua macchina, uccide tramite essa e si eccita solo in quei casi. Dall’altro lato Zoe Bell (la controfigura di Uma Thurman in Kill Bill) qui è attrice e tenta lo stunt difficilissimo del cofano ad alta velocità.

7. Punto zero

Un classico del ribellismo a quattroruote. Se Easy Rider sfruttava le moto, Punto zero è la sua evoluzione con l’automobile in un paese in cui gli ampi spazi si attraversano di corsa, come una volta si faceva con i cavalli. È un film di velocità, motori, automezzi e persecuzione dei giovani in cui l’auto è la libertà.

6. Taxi Teheran

L’idea di Jafar Panahi è geniale. Il governo gli ha impedito di girare film perché accusato di essere sovversivo, lui piazza una videocamera in un taxi da sé guidato e fa entrare e uscire gli attori come fossero clienti. Ognuno recita la sua parte e poi esce. Ma non gli basta. In questo film riesce comunque a elencare le regole perché un titolo sia approvato dal governo (lo farà il personaggio di sua figlia) e poi le disattende regolarmente.

5. Locke

Non sappiamo bene nemmeno che macchina sia quella che guida Tom Hardy, capomastro di un gran cantiere in fuga verso un’altra città per una questione privata. Non lo sappiamo perché non la vediamo mai da fuori, tutto il film si svolge dentro di essa, con un solo personaggio inquadrato (per l’appunto Hardy) e tantissime telefonate che lo tengono occupato, lungo le quali scopriamo che cosa sia successo e stia per succedere. Una sceneggiatura clamorosa chiusa in una macchina.

4. Taxi Driver

Mettere su un taxi Travis Bickle, il reduce dal Vietnam con l’insofferenza per lo sporco della città, è la maniera perfetta di Paul Schrader e Martin Scorsese per fare in modo che lui attraversi tutto quello che, all’epoca, era New York, con il suo sguardo di disprezzo da drop out. Taxi Driver non è un film sul reducismo o sulla protesta politica, bensì sulla city, e l’auto è la maniera di guardarla. Disprezzato dal paese al suo ritorno, scioccato da quel che ha subito e totalmente incapace di reinserirsi nella società, Travis è una bomba a orologeria che guida di notte.

3. Collateral

Sembra che la cosa che più diverta Michael Mann in tutto questo suo primo film in digitale, è avere una persona davanti e una dietro che dialogano senza guardarsi direttamente. Uno è un sicario, l’altro è il tassista da cui si fa scortare in una notte di omicidi. A ogni tappa corrisponde poi una sessione di dialoghi in auto, che contiene gli obiettivi della vita del tassista al pari dei suoi fallimenti e che è il teatro di tutto quel che conta nel film.

2. Duel

È forse il padre di tutti i film in auto, un lavoro di serie B secco e diretto, costituito da un solo grande inseguimento diviso in varie fasi, lungo il quale un uomo come tanti è braccato con la sua auto ordinaria da un camion senza nome di cui non vediamo l’autista. È la concretizzazione di un incubo immotivato che diventa persecuzione. Uno dei pochi titoli che si può dire abbia cambiato la maniera in cui guardiamo i tir sulle autostrade.

1. Mad Max: Fury Road

Se Duel è il maestro, Mad Max: Fury Road è l’allievo che lo supera. Questo grande inseguimento (diviso in andata e ritorno) girato da George Miller che occupa l’intero film è un tour de force incredibile nel deserto, un delirio di montaggio e uno dei film che meglio rende la forza cinetica delle corse in macchina, l’adrenalina della sopravvivenza, la miseria umana del post-apocalittico e l’assurdo piacere nel fare, guardare e ammirare il cinema, che ci mostra qualcosa che fino a poco prima non sapevamo immaginare.

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