La Corea del Nord sta sfruttando YouTube per fare propaganda


Il canale Echo of Truth mostra spaccati di vita quotidiana a Pyongyang, dalla pizza al parco acquatico, costruiti ad hoc per dare un’immagine più positivia del regime

Screenshot canale Echo of Truth Corea del Nord
(foto: Echo of Truth/YouTube)

Un canale Youtube dove la giovane protagonista assaggia piatti gustosi, visita nuovi posti e racconta la sua passione per i concerti: uno schema classico nel mondo degli influencer, ma la stranezza è che in questo caso stiamo parlando della Corea del Nord. Il canale si chiama Echo of Truth ed è ricco di filmati sulla vita nel paese asiatico, formalmente uno stato socialista ma in realtà una nazione totalitaria sotto la dittatura della famiglia Kim. Il sospetto che ci sia proprio il regime di Kim Jong-un dietro i video è forte: si tratta probabilmente di un tentativo di cambiare l’immagine del paese all’estero attraverso la propaganda sul web.

Non bastano però i contenuti copiati dalle clip più popolari di Youtube per far dimenticare al resto del mondo che, secondo l’Unicef, sessantamila bambini nordcoreani non hanno cibo e che per l’Onu i cittadini sono intrappolati in un circolo vizioso di privazione, corruzione e repressione. Ciò che rimane di queste clip sono soprattutto i sorrisi forzati e le interviste impostate nel tentativo di rendere cool la Corea del Nord. Abbastanza ironico, se non fosse già triste pensare alla condizione in cui vive la popolazione che fa da sfondo a questi filmati.

Influencer in Corea del Nord

A metà fra intervistatrice e vlogger, la protagonista di Echo of Truth si chiama Un A e si impegna a raccontare cosa succede a Pyongyang e dintorni. In un video la vediamo muoversi fra le fermate della metropolitana nella capitale della Corea del Nord elogiando la solidità e la pulizia delle poco affollate stazioni. In un altro filmato è al parco acquatico Munsu e immagini di piscine colme di persone si alternano a momenti dove non c’è nessuno. Le affermazioni degli addetti non sono molto spontanee: “Il parco ha aperto nel 2013. Il Supremo Leader è già venuto otto volte qui”.

La passione di Kim Jong-un per gli scivoli d’acqua non era ancora stata resa nota. Ci sono anche eventi sportivi e persino un tour in un negozio di alimentari a mo’ di food blogger. A risaltare però non sono gli snack ma l’apparente gelo del negozio che attanaglia le commesse. Non manca nemmeno un giro nella pizzeria di Pyongyang dove Un A si fa preparare una pasta al ragù e poi intervista gli unici due clienti nello spazioso ristorante: entrambi adorano la pizza al tonno. Fra gli highlights inoltre un racconto della nightlife di Pyongyang, girato di giorno, e una sessione di jogging della protagonista nelle vuote strade locali.

Come la vecchia propaganda

Alternati ai video in stile influencer ci sono filmati che ricordano la propaganda vera e propria. In uno Un A parla di un suo presunto parente eroe di guerra, mentre in un altro elogia il sistema sanitario nordocoreano con un montaggio di foto di un nuovo ospedale. Studenti, insegnanti, camerieri e inservienti appaiono sempre ligi e servizievoli. Manca quel tocco di sincerità e improvvisazione che ci si aspetta in dei video gioviali. Dopo aver guardato diversi filmati di Echo of Truth, i sorrisi di Un A sembrano meno onesti e le risposte dei passanti appaiono poco sincere.

Il canale è associato all’account Twitter @coldnoodlefan: secondo un sito specializzato in affari del paese si tratta di un profilo creato dal governo per provare a modernizzare la propaganda portata avanti dalla famiglia Kim sulla tv nordcoreana e sui quotidiani locali. Gli organi di stampa sono di proprietà del regime e abbondano di notizie fittizie per adulare il leader. Adesso è il turno di Youtube: Un A ed Echo of Truth hanno avuto abbastanza successo, tanto che è arrivato un altro canale simile chiamato New Dprk. I titoli? Venite al supermercato con me, Come sono gli hamburger in Corea del Nord e Le acconciature preferite a Pyongyang. Ogni filmato sembra pensato per abbindolare gli stranieri e modificare la loro opinione sulla nazione. I dubbi sulla veridicità di questi filmati restano molti e lo spettatore a conoscenza delle privazioni di libertà imposte da Kim subisce l’effetto contrario di quello voluto: a prevalere è un senso di angoscia per gli intervistati.

Potrebbe interessarti anche





Vai all’articolo Originale!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

X