5 titoli che hanno fatto la storia del fumetto alternativo italiano


Ritornano con un’avventura inedita i Cinque allegri ragazzi morti di Davide Toffolo, un simbolo storico del fumetto italiano alternativo. E noi facciamo un salto nel passato

Anche gli zombie, a volte, ritornano. A vent’anni dalla loro ultima apparizione, gli allegri ragazzi morti di Davide Toffolo sono pronti per il nuovo capitolo di quello che potrebbe diventare – nella visione del suo creatore – un universo fumettistico condiviso da più autori.

Cinque Allegri Ragazzi Morti – Il Ritorno (Panini Comics, 96 pp, 15 euro) rappresenta l’epilogo e un nuovo inizio nella storia di Gianny Boy, Vasco, Sumo, Sleepy e Mario, cinque ragazzi tramutati in zombie che hanno debuttato originariamente nel 1999 sulle pagine della rivista Fandango, segnando un pezzetto di storia del fumetto italiano. In vent’anni molto è cambiato, anche nel mondo in cui si muovono i personaggi di Toffolo, che è diventato molto più cupo e deprimente. “La mia distopia è l’assenza delle periferie”, ci spiega Toffolo. “Nel fumetto, Milano è rimasta l’unica megalopoli della Lombardia, circondata dai boschi della pianura padana e da nient’altro. Una visione che trae ispirazione dai problemi ecologici attuali del capoluogo lombardo, dai costanti allarmi per l’inquinamento che portano al blocco delle auto, e che spero ponga le basi per un universo a fumetti su cui potranno lavorare anche altri autori”.

Nonostante il suo attuale status mainstream, Toffolo ha sempre rappresentato un punto di riferimento nel mondo del fumetto autoriale italiano, nella cerchia degli autori alternativi. Una parte importante per la creatività della nona arte italiana, dalla definizione sfuggente, sviluppata a cavallo tra piccole etichette editoriali, esperimenti di case editrici affermate, autoproduzioni e, più recentemente, sul web; e che si è affiancata alle produzioni più seriali, ma ben più standardizzate, come quelle degli eroi Bonelli o dei criminali alla Diabolik, preferendo toni spesso sperimentali, a volte underground. Per chi volesse scoprire le origini di questa parte vitale e affascinante del fumetto italiano, ecco 5 titoli che ne hanno segnato la storia, e da cui sono emerse firme e opere destinate a diventare capolavori.

1. Alter Alter

L’anno era il 1974. Il fumetto aveva voglia di sperimentare. Già da un decennio Linus portava nelle edicole le tavole e le strisce di grandi autori internazionali e italiani (Schulz con i Peanuts e Crepax con Valentina, per citarne due), ma c’era una nuova generazione di autori che si affacciava alle matite, molti destinati alla grandezza. Troppo alternativi per essere adatti alla linea editoriale di Linus. Per dare loro sfogo fu creato lo spinoff AlterLinus, destinato a distaccarsi sempre più dalla rivista parente sino a cambiare nome e diventare, semplicemente, Alter Alter.

L’impatto culturale nel mondo del fumetto italiano è meno longevo rispetto a Linus, ma comunque enorme. Qui fa la sua comparsa, per la prima volta, il giovane Andrea Pazienza con il suo primo lavoro pubblicato, Le avventure di Penthotal. Qui viene scoperto da un pubblico attento e recettivo il talento di Filippo Scòzzari, una delle voci più originali nella fantascienza satirica a fumetti. Negli anni ’80, dalle pagine di Alter Alter nasce a sua volta la sotto-rivista Valvoline Motorcomics, un inserto autogestito dall’omonimo collettivo che includeva autori come Igort, Lorenzo Mattotti, Daniele Brolli, Marcello Jori, Giorgio Carpinteri e Jerry Kramsky.

2. Frigidaire

Dopo una gavetta nel mondo delle pubblicazioni underground come Stampa Alternativa, nel 1977 l’autore romano Stefano Tamburini decide che è giunto il momento di fondare la propria rivista. Insieme a Massimo Mattioli, autore di storie e personaggi per Il Giornalino e Il vittorioso, dà vita a Cannibale, provocatorio magazine antologico che vuole raccogliere il meglio degli autori alternativi italiani. I due tirano a bordo Andrea Pazienza, che a sua volta coinvolge l’esordiente Tanino Liberatore, una vera rivelazione, poi definito il “Michelangelo” dell’anatomia illustrata dal leggendario Frank Zappa.

Sul Cannibale nascerà il robot coatto Rank Xerox (presto rinominato Ranxerox), leggendario personaggio ideato proprio da Liberatore e Mattioli. Purtroppo, una rivista gestita da un gruppo di autori talentuosi ma senza alcuna competenza commerciale non è destinata ad avere vita lunga, e così il Cannibale divora sé stesso, facendo fede a una delle sue più celebri copertine, e chiude i battenti dopo soli quattro numeri.

L’eredità di Cannibale fu raccolta da Frigidaire, rivista di fumetti caratterizzata dallo stesso spirito alternativo ma da una migliore gestione. Fondato da Stefano Tamburini, Filippo Scòzzari e Vincenzo Sparagna, il magazine fu presentato a Lucca Comics nel 1980, in una conferenza il cui tono venne dettato da un Andrea Pazienza pronto a mimare, davanti al pubblico, il gesto di iniettarsi una dose di eroina in vena.

Per tutti gli anni ’80, Frigidaire fu il cuore pulsante del fumetto alternativo italiano; il punto di riferimento per leggere le storie inedite di Andrea Pazienza, con il suo nuovo personaggio Zanardi; per scoprire il rinato Ranxerox di Liberatore; per apprezzare le tavole di Igort, in parallelo con i suoi lavori su Alter Alter e Linus; e in generale per scoprire, tra alti e bassi, tutto ciò che il fumetto non serializzato aveva da offrire in quegli anni. Frigidaire sarebbe sopravvissuta per 213 numeri, dal 1980 sino al 2008, un record superato solo da Linus, contrassegnando 30 anni di storia del fumetto italiano.

3. Mondo Naif

Negli anni ’90 gli spazi per i nuovi autori si fecero più angusti. La sperimentazione frenetica si era attenuata, ma la voglia di raccontare qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso dagli albi di supereroi che affollano le edicole, resisteva. Furono gli anni del boom delle autoproduzioni e degli albi spillati, prima dell’avvento del web come canale privilegiato per gli aspiranti autori.

Star Comics fu tra le prime case editrici a portare i manga giapponesi in Italia e a credere nelle potenzialità di una nuova generazione di autori italiani. Nacque così Mondo Naif, una miniserie in tre numeri che portò in edicola autori come lo stesso Toffolo, Vanna Vinci (autrice, tra le altre opere, de La bambina filosofica) o Laura Scarpa (poi direttrice di riviste come Scuola di Fumetto Blue).

Mondo Naif tornò tra il 1998 e il 2005 per Kappa Edizioni, proponendosi in formato antologico e introducendo nella propria rosa di autori anche nomi come Giuseppe Palumbo (autore di Ramarro) Sara Colaone e Paolo Bacilleri.

4. Hobby Comics

Nel 2008 un gruppo di giovani fumettisti di talento decise di fondare un collettivo di artisti noto con il nome de I super amici. Le loro identità segrete? Ratigher, futuro autore de Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra e vincitore del premio Attilio Micheluzzi; Lrnz, illustratore e autore delle graficamente bellissime Golem Astrogamma; Tuono Pettinato, prolifico autore che ha firmato anche Non è mica la fine del mondo, Big in Japan, e Chatwin; Dr. Pira, pioniere dei webcomic con I fumetti della gleba; e Maicol e Mirco, caustico vignettista pubblicato da Coconino e Bao Publishing.

Per sette anni, dal 2008 al 2015, uscì Hobby Comics, rivista indipendente che raccoglieva le storie e i lavori dei Super Amici. I fumetti qui pubblicati avevano toni che oscillavano dal grottesco all’umoristico, dal surreale allo humor nero: un’antologia variegata come lo stile dei suoi fondatori.

5. Il Canemucco

Il 2010 segnò l’arrivo di una strana bestia, il Canemucco. Erano gli anni dei primi blog a fumetti, incluso l’ormai defunto canemucca.it del promettente Makkox, nome d’arte del fumettista satirico Marco Dambrosio. Proprio Makkox, supportato da Coniglio editore, portò in edicola un mensile incentrato sulle sue tavole e affollato di webguest.

Tra questi Roberto Recchioni, con il suo Dalla parte di Asso. E un già poetico Guido Catalano.  Di sei numeri pianificati, ne uscirono soltanto quattro. Sufficienti, però, per regalare la prima apparizione dell’Armadillo di Zerocalcare, un’altra strana bestia destinata a grandi cose. Nella storia del fumetto alternativo, il Canemucco segnò uno spartiacque già proiettato verso il mondo del web.

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