ASUS ROG Zephyrus Duo 15: il notebook gaming con due schermi


All’inizio del 2020 abbiamo pubblicato, a questo indirizzo, la recensione di un notebook molto particolare: ASUS ZenBook Pro Duo si caratterizzava per integrare due schermi, con il secondo che è posizionato sulla base del portatile allineato tra schermo principale da 15,6 pollici e tastiera. Questo design estremamente originale offre, secondo le intenzioni di ASUS, una superiore flessibilità di configurazione del sistema a tutto vantaggio della produttività personale.

[HWUVIDEO=”2988″]ASUS ROG Zephyrus Duo 15: il notebook gaming con due schermi[/HWUVIDEO]

Il secondo schermo è infatti di tipo touch, mentre non lo è il principale, di pari risoluzione orizzontale anche se leggermente più piccolo quanto a diagonale (14 pollici contro 15,6 pollici) e dotato di risoluzione verticale dimezzata. Si trattava di uno schermo sviluppato in larghezza, così da lasciare spazio adeguato per tastiera e touchpad seguendo in questo modo il design implementato da ASUS con i primi notebook gaming della famiglia Zephyrus.

ZenBook Pro Duo era un prodotto specificamente votato al pubblico dei creativi e dei professionisti, già a partire dal nome di famiglia scelto. ROG Zephyrus Duo 15 cambia il branding entrando nella famiglia di soluzioni ROG Zephyrus che tipicamente contraddistingue le soluzioni destinate ai videogiocatori, riproponendo però in chiave leggermente modificata gli stessi elementi tecnici del modello ZenBook Pro Duo con importanti aggiornamenti per la parte hardware.

ROG Zephyrus Duo 15 adotta processori Intel di decima generazione, con versioni Core i9-10980HK (quella del notebook qui provato) oppure Core i7-10875H: in entrambi i casi parliamo di modelli con architettura a 8 core, capaci di gestire sino a 16 threads in parallelo. Può cambiare anche la scheda video, con opzioni tra GeForce RTX 2080 SUPER Max-Q (quella qui analizzata) o GeForce RTX 2070 SUPER Max-Q: con ZenBook Pro Duo ASUS aveva adottato una meno potente GeForce RTX 2060. Anche la risoluzione dello schermo principale può cambiare a seconda della versione. in un caso troviamo un pannello da 3840×2160 pixel con refresh da 60Hz e supporto G-Sync; nell’altro un modello con risoluzione di 1920×1080 pixel sempre G-Sync ma con frequenza di refresh di 300Hz. Non cambiano invece le caratteristiche dello schermo secondario, da 14,1 pollici di diagonale con risoluzione di 3840×1100 pixel.

Come vedremo le novità non interessano solo la componente hardware sotto la scocca ma toccano anche la parte esterna, con una rinnovata meccanica per lo schermo secondario ora in grado di inclinarsi autonomamente.
















Modello

ASUS ROG Zephyrus Duo 15 GX550LXS

schermo 15,6 pollici
3840×2160 pixel
IPS 60Hz
G-Sync, touch
schermo secondario screenpad 14,1”
3840×1100 pixel
touch
CPU Intel Core i9-10980HK
8 core, 16 threads
GPU NVIDIA GeForce RTX 2080 SUPER Max-Q
Memoria di sistema 2x16GB DDR4 3200 MHz
storage 2 SSD 1TB in Raid 0
Connettività Intel Wi-Fi 6 (802.11ax)
Bluetooth 5.0
Batteria 90Wh
O.S. Windows 10 Pro
I/O 1 USB Type-C 3.2 (Thunderbolt)
2 USB 3.1 Gen 1 Type-A
1 USB 3.1 Gen 2 Type-A
HDMI 2.0b
Jack microfono
Jack cuffie
connettore ethernet gigabit
Videocamera frontale, HD
supporto Windows Hello
Peso 2,4Kg
Dimensioni 360x268x20,9mm

Un primo aspetto degno di nota di ROG Zephyrus Duo 15 rispetto a ZenBook Pro Duo è una riduzione dello spessore, passato da 24 a quasi 21 millimetri: il notebook è più compatto proprio dove ZenBook Pro Duo sembrava essere decisamente troppo abbondante. La larghezza è invariata mentre è aumentata la porfondità passando da 246 a 268 millimetri, con un peso che anche in questo caso che è di fatto lo stesso.

In termini di design esterno la principale novità di ROG Zephyrus Duo 15 è data dalla disposizione dello schermo secondario, sempre posto tra schermo principale e tastiera ma ora dotato di un meccanismo che provvede ad inclinarlo di 13 gradi quando il notebook viene aperto. Grazie all’inclinazione lo schermo secondario diventa molto più pratico da utilizzare, a tutto vantaggio della produttività personale, rispetto a quanto implementato in ZenBook Pro Duo; l’angolo è fisso, così da offrire maggiore sostegno con l’interazione touch ed evitare che lo schermo possa richiudersi se sottoposto a pressione eccessiva.

Nulla cambia per quanto riguarda la tastiera e il touchpad, posizionati a ridosso dell’utente senza un’area predisposta per appoggiare il palmo della mano. Il touchpad si sviluppa maggiormente in verticale, necessario per poterlo in qualche modo inserire in un design così complesso, potendosi alternare quale tastierino numerico attraverso la pressione di un tasto.

Sono numerose le porte di comunicazione presenti sui lati del notebook ASUS: 3 USB Type-A 3.1, una delle quali Gen 2, accanto a una USB Type-C 3.2 con supporto Thunderbolt, un connettore video HDMI 2.0b, scheda di rete Ethernet e connettori jack separati per cuffie e microfono. Manca un lettore di schede memoria e la webcam non è integrata nella parte superuore dello schermo, così da ridurre le dimensioni delle cornici, ma fornita quale accessorio esterno in bundle nella confezione.

Tanto sui lati come nella parte posteriore sono presenti delle aperture per espellere l’aria calda spostata dalle due ventole del sistema di raffreddamento: l’aria viene in questo modo espulsa lontano dall’utilizzatore, aspirata all’interno del sistema attraverso due aperture sotto lo schermo secondario che risultano essere visibili nel momento in cui il notebook viene aperto per l’uso.

Una volta rimossa la copertura inferiore possiamo notare la complessità del design interno di questo notebook, giustificato dalla scelta dei componenti. Nella metà inferiore è presente la batteria da ben 90Wh di capacità che come vedremo può fare ben poco per assicurare tempi di utilizzo lunghi lontano dalla presa di corrente. Più della metà della superficie è occupata dalla scheda madre di colore rosso, finitura che ASUS ha scelto di utilizzare per i modelli della famiglia ROG Zephyrus, con al centro il processore Intel e la scheda video NVIDIA. E’ visibile, ricoperto da una placchetta di colore grigio, uno slot per moduli memoria SoDimm: 16GB sono saldati onboard mentre i restanti sono da installare sullo slot, che accetta quale massimo un modulo da 32GB per un quantitativo totale che può arrivare a 48GB.

Il sistema di raffreddamento è incentrato su due ventole, che soffiano aria su radiatori collegati via heatpipes a CPU, GPU, circuiteria di alimentazione e memoria della scheda video. La struttura finale è molto complessa, dovendo gestire al meglio una notevole quantità di calore generata durante l’uso, e di certo non silenziosa: abbiamo rilevato 44dB in idle, valore che aumenta sino a 50,5dB a pieno carico. ASUS mette a disposizione differenti profili di funzionamento del sistema indicati come Silenzioso, Prestazioni e Turbo; a questi corrispondono frequenze di clock sempre più spinte, con ovviamente un impatto proporzionale sulla rumorosità complessiva del sistema.

Gli scatti con la camera termica permettono di evidenziare come la parte inferiore dello chassis e quella superiore tendano a diventare calde quando il sistema è sfruttato al massimo delle sue potenzialità; sono proprio le aree in prossimità di CPU e GPU quelle più calde, sino a superare temperature superficiali dello chassis di 50° nella parte inferiore del notebook.

Abbiamo analizzato il funzionamento del sistema di raffreddamento selezionando alternativamente tutte e 3 le modalità accessibili da pannello di configurazione ASUS. Possiamo notare come in modalità Turbo il consumo del processore continui a oscillare, cercando di stabilizzarsi attorno a 90 Watt una volta superato il picco iniziale di 140 Watt. Questa condizione d’utilizzo della CPU Intel è oltre le specifiche, che prevedono un TDP pari a 45 Watt per questo modello e un TDP-Up configurabile sino a 65 Watt, ma arrivare a 90 Watt stabili è accessibile sfruttando la flessibilità della tecnologia Turbo Boost e ovviamente servendosi di un sistema di raffreddamento adeguato.

La modalità Prestazioni porta la CPU in modo stabile attorno ai 70 Watt di TDP, valore che viene di fatto mantenuto con qualche oscillazione al ribasso. Il dato più stabile è quello della modalità Silensiosa, alla quale il processore viene forzato al TDP di default di 45 Watt.

Se ne derivano frequenze di clock che sono vicine tra di loro per le modalità Turbo e Performance, con un valore ben più conenuto ma stabile nel tempo per quella Silenziosa. La temperatura della CPU nelle 3 modalità tende a restare molto simile, con la sostanziale differenza data dalla rumorosità che è ovviametne più elevata nella modalità Turbo in virtù della necessità di far ruotare in modo più sostenuto le due ventole di raffreddamento.

C’è ovviamente un impatto sulle prestazioni velocistiche a seconda del tipo di modalità sia stata selezionata; i risultati del benchmark Cinebench R20 in modalitò multicore lo evidenziano in modo molto chiaro:

  • silenziosa: 2679 punti
  • prestazioni: 3240 punti
  • turbo: 3464 punti

Il processore Intel Core i9-10980HK è la proposta più potente tra quelle offerta da Intel per sistemi notebook, grazie all’architettura a 8 core (e 16 threads) con una frequenza di base clock di 2,4GHz. Il massimo valore che la CPU può toccare, indicata come frequenza di Thermal Velocity Boost, è pari a 5,3GHz secondo le specifiche Intel ma viene raggiunta solo in particolari e piuttosto rare condizioni di utilizzo.

I risultati ottenuti dal notebook ASUS sono tutti molto elevati in ogni condizione d’uso, grazie alla disponibilità di 8 core e al sottosistema di storage con due SSD configurati in Raid 0. Tutto questo, come evidenziato, è ottenuto impostando la modalità di utilizzo Turbo che genera una certa rumorosità di funzionamento in cambio delle prestazioni più elevate; selezionando quella Silenziosa si benefiia di un profilo acustico ben più silenzioso, pur se a fronte di performance che sono inferiori in quanto la CPU non viene spinta a frequenze di clock così elevate come per le altre due modalità d’uso.

Passiamo ora al comparto video, forte della GPU NVIDIA GeForce RTX 2080 SUPER Max-Q: questo chip vanta le stesse specifiche della versione GeForce RTX 2080 SUPER per sistemi notebook, con l’unica differenza data dalle frequenze di clock più conservative in modo da limitarne il TDP sotto i 100 Watt contro i 150 Watt, o più, della versione standard. La ricetta Max-Q di NVIDIA è pensata per offrire la stessa architettura delle schede standard in termini di interfaccia memoria e CUDA cores, limitando il consumo e quindi anche l’ingombro del sistema di raffreddamento con frequenze di clock che sono più contenute.









Modello GeForce RTX 2060 GeForce RTX 2060 Max-Q GeForce RTX 2070 GeForce RTX 2070 Max-Q GeForce RTX 2070 SUPER GeForce RTX 2070 SUPER Max-Q
CUDA Cores 1920 1920 2304 2304 2560 2560
Base clock 1185MHz 975MHz 1305MHz 885MHz 1140MHz 930MHz
Boost Clock 1560MHz 1185MHz 1485MHz 1185MHz 1380MHz 1155MHz
TDP 115W 65W 115W 80W 115W 80W
Memoria 6GB GDDR6 6GB GDDR6 8GB GDDR6 8GB GDDR6 8GB GDDR6 8GB GDDR6
Bus memoria 192bit 192bit 256bit 256bit 256bit 256bit
Bandwidth memoria 336GB/s 264GB/s 448GB/s 384GB/s 448GB/s 352GB/s

In questa prima tabella sono raccolte le specifiche delle schede GeForce RTX 2060 e GeForce RTX 2070; a seguire invece troviamo i dati tecnici delle soluzioni GeForce RTX 2080 per sistemi notebook.









Modello GeForce RTX 2080 GeForce RTX 2080 Max-Q GeForce RTX 2080 SUPER GeForce RTX 2080 SUPER Max-Q
CUDA Cores 2944 2944 3072 3072
Base clock 1380MHz 735MHz 1365MHz 735MHz
Boost Clock 1590MHz 1095MHz 1560MHz 1080MHz
TDP 150+W 80W 150+W 80W
Memoria 8GB GDDR6 8GB GDDR6 8GB GDDR6 8GB GDDR6
Bus memoria 256bit 256bit 256bit 256bit
Bandwidth memoria 384GB/s 384GB/s 448GB/s 352GB/s

Per la GPU GeForce RTX 2080 SUPER Max-Q troviamo frequenza di clock base di 735 MHz, con un valore di boost clock di 1.080 MHz: c’è una netta riduzione di questi parametri rispetto alla scheda standard per i notebook, che opera a 1.365MHz di base clock e 1.560MHz di boost clock. Cambia anche la frequenza della memoria video, che è di 11Gbps per il modello Max-Q e di 14Gbps per quella standard, fermo restando il quantitativo di memoria di 8GB con moduli GDDR6.

Anche per la scheda video abbiamo analizzato il comportamento della GPU selezionando le 3 differenti modalità configurabili da software ASUS: in termini di temperatura del chip video cambia poco, in quanto i valori ottenuti sono allineati per tutte e due le modalità con variazioni marginali, mentre decisamente differente è il comportamento della frequenza di clock che è sensibilmente più alta nelle modalità Turbo e Prestazioni rispetto a quella Silenziosa. In particolare con quest’ultima la GPU si livella a circa 800MHz di clock dopo poco più di 1 minuto di test, segno di come la velocità di rotazione della ventola impostata con questa modalità sia tale da mantenere la temperatura della GPU attorno a 75° solo con una frequenza di clock molto più contenuta che con le altre modalità.

Tutto questo genera ovviamente un impatto sulle prestazioni, con i seguenti valori di frames al secondo medi che abbiamo registrato con il benchmark di Hitman 2 alla risoluzione di 1920×1080 pixel e impostazioni qualitative spinte:

  • silenziosa: 62 fps
  • prestazioni 71,8 fps
  • turbo 74 fps

Quello che possiamo notare è come la GPU, tanto in modalità Turbo come in quella Prestazioni, riesca a mantenere una frequenza di clock effettiva ben più elevata dei 1.080MHz del boost clock delle specifiche NVIDIA. Nella parte iniziale del test ci si avvicina a 1.900 MHz, al pari di quanto si potrebbe registrare con la versione desktop di questa GPU, per poi diminuire nel momento in cui il calore generato diventa troppo elevato da gestire a quel valore di clock.

Selezionando la risoluzione di 1920×1080 pixel il notebook ASUS riesce a fornire sempre un quantitativo di frames al secondo adeguato a garantire massima giocabilità con i titoli inseriti a confronto. Le prestazioni complessive sono inferiori a quanto ottenibile con una GPU GeForce RTX 2080 SUPER e c’è un certo distacco anche nel confronto con GeForce RTX 2080 per via delle frequenze di clock della GPU più contenute e della frequenza di clock della memoria che è per quest’ultima scheda pari a 12 Gbps. Nel complesso il quadro è molto positivo: questo notebook rientra nella gamma ROG Zephyrus a pieno diritto, offrendo al videogiocatore tutto quello che serve per lunghe sessioni di gioco con prestazioni ai vertici.

Passando alla risoluzione 4K, nativa per lo schermo del modello da noi testato, i frames calano ma è possibile utilizzare questa configurazione con successo a condizione di intervenire sulle impostazioni qualitative, selezionandole con valori che non siano per tutte i più spinti così da guadagnare del margine ulteriore in termini di frames al secondo.

Le velocità di trasferimento dei dati per le due tipologie di porta USB e per il sottosistema di rete WiFi sono tali da non creare problemi con ASUS ROG Zephyrus Duo 15: i valori sono di fatto allineati a quelli di sistemi notebook dello stesso segmento testati in precedenza, con differenze complessivamente molto contenute.

Parlare di autonomia di funzionamento con batteria per un notebook dotato di processore a 8 core con clock che arriva a 5GHz e scheda video GeForce RTX 2080 SUPER Max-Q è forse quasi inutile, in quanto a dispetto della batteria da ben 90Wh di capacità è difficile attendersi un’autonomia lontano dalla presa di corrente che sia soddisfacente o allineata a quella degli altri notebook meno potenti. I dati che abbiamo ottenuto sono però molto ridotti, potremmo anche dire troppo ma in realtà la batteria qui presente assolve lo scopo di rendere questo potente sistema facilmente trasportabile da un piano d’appoggio al successivo, dotati di presa di alimentazione elettrica, e non di garantire ore di gioco, svago o lavoro scollegati. Detto in altro modo, non è questo un notebook con il quale si può pensare di lavorare lontano dalla presa di corrente se non per poche decine di minuti.

ASUS fornisce in dotazione un grosso e ingombrante alimentatore da 240 Watt ma nella confezione troviamo anche un alimentatore da 65 Watt con interfaccia USB-C, con il quale è possibile ricaricare il sistema. Utilizzare il PC con quest’ultimo collegato è possibile a condizione di usare il sistema per compiti base, viceversa la richiesta di watt sarà superiore a quanto può essere erogato da questo piccolo alimentatore e si dovrà necessariamente passare alla batteria integrata.


Il pannello principale di ASUS ROG Zephyrus Duo 15 si pu fregiare di una risoluzione 4K di 3840×2160 pixel per una definizione conseguente di 293 pixel per pollice. Il pannello ha un buon trattamento antiriflesso e si basa su tecnologia IPS. Le cornici sono abbastanza sottili, eccezion fatta per la parte inferiore dello schermo che deve raccordare il form factor del corpo inferiore del portatile.


L’analisi del pannello prende il via come di consueto dall’osservazione del bilanciamento del bianco, per la quale vediamo un livello del verde corretto e un livello di blu e rosso rispettivamente in eccedenza e in mancanza all’incirca della stessa misura. Avremo, come spesso accade, una dominante complessiva leggermente ciano.


Passando all’analisi della curva di gamma vediamo che la progressione tonale sostanzialmente corretta, senza alcuna variazione improvvisa tra i livelli di grigio. La curva risultante non perfettamente sovrapponibile con il riferimento 2.2, ma il comportamento non nulla di problematico. Avremo una resa leggermente pi “incisa”, con toni medi lievemente pi scurii. Il rapporto di contrasto nativo, frutto della luminanza massima di 416 candele su metro quadro e del nero di 0,28 nit, di 1490:1.


Nell’analisi cromatica, e in particolare con il rilevamento del triangolo di gamut e della sua estensione, vediamo un comportamento piuttosto interessante: abbiamo infatti misurato un dominio cromatico sovrapponibile llo standard Adobe RGB, seppur non con una copertura completa. Notiamo, come gi visto in precedenza, un punto di bianco che vira leggermente verso il ciano.


La misura della fedelt cromatica rappresenta in un certo senso una sintesi delle analisi condotte fin qui: il bilanciamento del bianco va ad influire in misura marginale sulla correttezza dei campioni della carta Gretag, con un Delta E che solamente in un caso supera il discrimine 3, che rappresenta il limite oltre il quale due colori sono distinguibili ad occhio nudo. Nel complesso la resa ben pi che accettabile, le saturazioni si rivelano abbastanza corrette e abbiamo un insieme cromatico gradevole all’occhio e non stancante. E’ un display che si rivela valido per la maggior parte di utilizzi, ma tenete presente che nel caso in cui lo vogliate usare per fotoritocco o comunque produzione di immagini, bene effettuare una piccola calibratura.




Al termine di questa recensione riproponiamo quanto avevamo scritto nelle conclusioni alla recensione di ASUS ZenBook Pro Duo, modello dalla cui esperienza deriva ROG Zephyrus Duo 15:

Non è un notebook per tutti questo ZenBook Pro Duo: le dimensioni sono abbondanti e al peso di 2,5Kg dobbiamo sommare quello dell’alimentatore che è tutto tranne che compatto. La scelta di spostare la tastiera a ridosso dell’utente, una necessità vista la presenza dello schermo secondario, potrebbe non essere gradita a tutti ma si tratta di una questione di abitudine. L’autonomia con batteria non è un punto di forza di questo prodotto, a dispetto della sua capienza: diversamente però non poteva essere vista la dotazione hardware e la presenza di due schermi. La finitura superficiale dei due schermi è inoltre differente: lucida quello principale, opaca per il secondario. Questo porta a lavorare pressoché esclusivamente con il primo, delegando il secondo ad un ruolo di servizio e di supporto per applicazioni secondarie che si lasciano in esecuzione ma con le quali non si interagisce costantemente.

Difficile discostarsi da quanto qui scritto anhce per ROG Zephyrus Duo 15, che affina molte delle caratteristiche del predecessore senza cambiarne radicalmente la sostanza. E’ leggermente più compatto in termini di spessore ma nulla cambia quanto a peso e autonomia di funzionamento con batterie: è questo un notebook non pensato per lavorare lontano da uina presa di corrente.

Lo schermo secondario è ora inclinato, caratteristica che ne migliora l’utilizzo fermo restando il fatto che sia con una finitura superficiale molto differente da quello principale. E’ molto pratico e utile per tenere delle finestre secondarie sempre a portata d’occhio, cosa che con un notebook tradizionale non si può ovviamente fare, ma non può prendere il posto di uno schermo esterno quanto a produttività.

[HWUVIDEO=”2988″]ASUS ROG Zephyrus Duo 15: il notebook gaming con due schermi[/HWUVIDEO]

Con ROG Zephyrus Duo 15 ASUS ha aggiornato il comparto hardware, offrendo una configurazione dalla quale è difficile potersi immaginare qualcosa di più. Tutto questo però ha portato verso l’alto il costo, che nella versione qui analizzata tocca quota 4.499€ nel mercato retail e in questo modo raggiungendo un segmento di prezzo che è più per i professionisti che per i videogiocatori. ROG Zephyrus Duo è un notebook di fatto unico quanto a caratteristiche e funzionalità, confermando la tradizione di ASUS fatta di innovazioni e di sperimentazione alla ricerca di soluzioni innovative. Questo però non lo rende di certo adatto a tutti, sia per il costo sia per le peculiarità costruttive che lo distinguono in modo marcato dai tradizionali notebook gaming.



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