Il canale Telegram più seguito dai manifestanti in Bielorussia è gestito da due ventenni


Il blogger Stepan Svetlov e il giornalista Roman Protasevich sono gli unici due volti noti dietro al canale che diffonde ogni giorno riprese degli scontri, indicazioni sui luoghi di ritrovo e numeri di avvocati e attivisti. Facendo arrabbiare Lukashenko

Dall’inizio delle manifestazioni in Bielorussia contro la rielezione del presidente Alexander Lukashenko, accusato di brogli e manipolazioni del voto, il canale Telegram Nexta Live è passato da circa 300mila a più di 2,15 milioni di iscritti. Nexta Live, insieme a Nexta e Luxta, fa parte del progetto di controinformazione del blogger ventiduenne Stepan Svetlov. Svetlov (conosciuto anche come Putilo) e  il giornalista venticinquenne Roman Protasevich sono gli unici due volti noti dietro al canale che si occupa di diffondere ogni giorno riprese degli scontri, indicazioni sui luoghi di ritrovo e numeri di avvocati e attivisti. Il materiale proviene in gran parte da segnalazioni anonime e il team di Putilo si occupa di verificarne la credibilità a distanza, dato che lui e i suoi collaboratori si trovano a Varsavia.

Nexta Live nasce nel 2015, quando Stepan Svetlov decide di trasferirsi in Polonia per ottenere “una formazione normale” e si iscrive alla Katowice Film School. All’inizio si tratta di un progetto scolastico, un canale YouTube satirico che diffonde video e canzoni contro Lukashenko. La svolta arriva nel febbraio del 2018, quando le autorità bielorusse aprono un’inchiesta su Nexta Live per aver “insultato il presidente” nei suoi video. Inoltre, di ritorno a Minsk per fare visita alla sua famiglia, Svetlov scopre che il suo appartamento è stato perquisito dalla polizia che ha sequestrato il suo portatile e videocamera. Da quel momento in poi, il giovane decide non solo di lasciare YouTube e iniziare a usare Telegram, ma anche di non tornare più in Bielorussia.

Il passaggio a Telegram si è rivelato una scelta vincente: nei giorni successivi alle elezioni del 9 luglio, Lukashenko ha bloccato l’accesso a Facebook, Twitter, WhatsApp e altri social media. Anche le linee telefoniche sono state interrotte. Tuttavia, come racconta Protasevich, Telegram ha continuato a funzionare: “Lentamente, nessun caricamento multimediale, ma in qualche modo ha funzionato. La maggior parte delle persone in Bielorussia ha visto solo la versione testuale, ma almeno in questo modo è riuscita a ricevere informazioni su ciò che stava accadendo”. Il merito è di Pavel Durov, l’imprenditore russo che ha fondato la piattaforma nel 2013 e sviluppato degli strumenti anti-censura per far fronte al giro di vite mediatico delle autorità bielorusse.

Di solito riceviamo 200 messaggi al minuto, ora ne arrivano 300. Non riusciamo a gestirli tutti” ha dichiarato Svetlov in un’intervista al magazine The Atlantic. Il lavoro della redazione consiste nell’analizzare e incrociare le informazioni provenienti dagli utenti anonimi prima della loro pubblicazione. Oltre alle  testimonianze e segnalazioni degli iscritti, Nexta Live conta inoltre su di un database di fonti fidate che provengono dal settore della sanità, dell’istruzione e dalla polizia. Nonostante sia diventato in poco tempo il punto di riferimento dei manifestanti, Protasevich nega che Nexta Live possa essere descritto come il principale coordinatore delle proteste che da settimane agitano il paese. Lukashenko, tuttavia, non è della stessa opinione e, grazie all’appoggio del presidente russo Vladimir Putin, lo scorso 14 agosto ha emesso un mandato d’arresto nei confronti di Svetlov, accusandolo di “organizzare rivolte di massa” e di istigare al rovesciamento del governo bielorusso.

Anche altre voci si sono alzate contro Nexta Live, criticandone la presunta inaccuratezza dei contenuti. Anna Kaltygina, giornalista della maggior testata online bielorussa Tut.by, ha affermato che Nexta svaluta il lavoro dei media pubblicando informazioni non verificate. Per esempio, all’indomani delle elezioni, Nexta Live ha diffuso la notizia della morte del trentacinquenne Yevgeny Zaichkin durante gli scontri con la polizia a Minsk. In realtà, Zaichkin era stato ferito dagli agenti, ma è sopravvissuto. Inoltre, esiste una certa confusione sulla provenienza dei fondi a sostegno del progetto: Putilo ha affermato che i soldi provengono dalle donazioni degli iscritti e da una borsa di studio universitaria. Protasevich ha invece raccontato alla Bbc che il canale si sostiene attraverso un sistema di pubblicità e non riceve nessuna donazione dagli utenti. Non esistono, però, annunci pubblicitari su Nexta Live o sui canali affiliati.

Nonostante queste zone d’ombra, il numero degli iscritti aumenta a vista d’occhio, mentre Lukashenko continua a ostacolare il lavoro dei giornalisti. Secondo il premo Pulitzer Anne Applebaum, esperta in politica dell’Europa Centrale e Orientale, il successo di Nexta Live non dipende solamente dal bisogno della popolazione bielorussa di ricorrere a fonti d’informazione alternative. Trent’anni fa, gli ideali di pace e democrazia del movimento che ha portato la Bielorussia all’indipendenza dall’Unione Sovietica sono stati soffocati dall’ascesa di Lukashenko e molti poeti, traduttori e intellettuali avevano abbandonato il paese. Un piccolo nucleo di oppositori, però, è rimasto a Minsk: tra gli altri, i genitori di Svetlov. Durante gli anni, tutti insieme sono riusciti a costruire una rete di contatti con altri giornalisti, attivisti e intellettuali in Polonia, Lituania, Germania e Russia e a mandare i loro figli a studiare all’estero. I bielorussi oggi si fidano di Nexta perché sanno che Svetlov e i suoi collaboratori provengono da questo ambiente e che continueranno la loro missione: raccontare in modo onesto e aperto cosa sta accadendo nel loro paese.

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