Auto elettriche e ibridi plug-in al 7,2% in Europa, Italia maglia nera nei carburanti alternativi


Acea ha riscontrato un grosso incremento nelle percentuali di vendita dei veicoli elettrici ricaricabili (electrically-chargeable vehicles, ECV, si considerano insieme veicoli elettrici a batteria e ibridi plug-in), che nel secondo trimestre del 2020 ammontano al 7,2% del mercato, contro il misero 2,4% del corrispondente periodo dello scorso anno. A incidere sulla crescita la crisi sanitaria in corso, che ha portato a un drastico calo di vendite dei veicoli a propulsione tradizionale, e un incremento addirittura del 133.9% (66.128 nuove auto immatricolate in Europa) delle vendite di ibridi plug-in (PHEV).


Dai ACEA


Pi contenuto (+ 12,7%) l’incremento delle immatricolazioni di veicoli elettrici a batteria (BEV), che totalizzano 63.216 unit. Inoltre, nonostante un leggero calo durante il secondo trimestre (-7,1%), i veicoli elettrici ibridi (HEV) sono rimasti il ​​tipo di veicolo ad alimentazione alternativa pi venduto nell’Unione Europea, con 171.906 nuove unit immatricolate in totale (9,6% del mercato automobilistico dell’UE).


Tra i veicoli con combustibili alternativi Acea considera anche quelli alimentati a etanolo (E85), GPL e gas naturale (NGV): in questa categoria a livello europeo riscontra un calo del 50,5% dal primo al secondo trimestre di quest’anno. Il dato da attribuire alla scarsa resa proprio del mercato italiano: “A pesare stato principalmente il mercato italiano con sole 56mila auto con carburante alternativo immatricolate (-30,2%)” sostiene, infatti, Acea. Il 30,2% si riferisce all’intero settore dei veicoli a propulsione alternativa (compresi gli elettrici), mentre se si guarda dalla prospettiva del settore della propulsione alternativa escluso l’elettrico il calo dell’Italia si attesta sul 54,6%.


Dai ACEA


Tutti i veicoli a propulsione alternativa (APV) combinati rappresentano il 18,7% del mercato automobilistico dell’UE: da aprile a giugno 2020 sono state vendute 335.906 unit, ovvero l’1,1% in meno rispetto al 2019. Tra i quattro mercati principali, Francia e Germania hanno registrato risultati positivi (rispettivamente +51,1% e + 20,6%), grazie soprattutto alle vendite di ibridi plug-in. Sia la Spagna che l’Italia hanno invece registrato nel secondo trimestre forti flessioni, a causa della performance negativa rispettivamente dei segmenti ibrido e GPL.


Dai ACEA


Il calo pi drastico, a livello europeo, ha riguardato le immatricolazioni di veicoli diesel, diminuite del 53,4% a 526.645 unit. Ci rappresenta una quota di mercato del 29,4%, in calo dal 31,3% registrato lo scorso anno. Un calo simile stato riscontrato anche per le vetture a benzina (-55,0%), che passano da oltre 2 milioni di unit vendute lo scorso anno a 929.309 nel secondo trimestre del 2020. Guardando i quattro principali mercati dell’UE, tuttavia, le differenze sono state significative, con le vendite di veicoli a benzina durante il periodo di tre mesi in calo del 72,9% in Spagna e del 48,8% in Francia. In Italia, tra secondo trimestre 2020 e secondo trimestre 2019, il calo stato del 59,9%.


In definitiva, la tendenza europea vede uno spostarsi degli equilibri dai veicoli a propulsione tradizionale a quelli ibridi plug-in in questa fase. Alla luce, comunque, di un calo generalizzato dovuto alla crisi sanitaria. L’Italia, per il momento, incide in misura minore, a causa delle scarse performance di alcuni settori del segmento a propulsione alternativa. Ma, come il resto dell’Europa, registra dati positivi nei settori ECV (+39,8%) e PHEV (+101.3%).


Il report completo si trova sul sito di Acea.



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