L’effetto del turismo sulla pandemia di Covid-19 in Sardegna


Stando ai dati della Protezione civile, nel solo mese di agosto in Sardegna si è registrato il 33,6% dei casi di positività al Sars-CoV-2 dall’inizio della pandemia

Foto di Pierre-Laurent Durantin da Pixabay

Il 31 luglio le persone positive al nuovo coronavirus dall’inizio della pandemia in Sardegna sono state 1.404 . Il 30 agosto erano 2.114. E, nel mese dedicato per antonomasia alle ferie, sull’isola si è registrato il 33,6% dei casi totali. Uno su tre, insomma. Bastano questi numeri, elaborati a partire dai dati diffusi dalla Protezione civile, a descrivere l’effetto del turismo sulla diffusione del Sars-CoV-2 sull’isola.

Eppure, come si vede dal grafico, la diffusione del virus era tutto sommato sotto controllo. Dall’inizio della fase 2 dello scorso 4 maggio alla fine di luglio sono stati appena 87 i casi registrati in Sardegna, in media uno al giorno. Tanto che le province di Nuoro e Oristano avevano superato i 28 giorni senza contagi, ovvero due cicli di incubazione, il periodo richiesto dall’Oms per dichiarare conclusa un’epidemia.

Se si guarda alla media mobile su dieci giorni, calcolata in questo caso prendendo in considerazione i cinque giorni precedenti e i cinque successivi, si vede bene come l’aumento dei casi si concentri nella seconda metà del mese di agosto.

Bene specificare che in questo, così come nei prossimi grafici che riportano la media mobile, per gli ultimi giorni quest’ultima è calcolata solo sulla base dei dati disponibili. Il valore relativo al 30 agosto non tiene cioè conto, per ovvie ragioni, dei dati relativi ai cinque giorni successivi.

Tornando all’andamento, alla fine del mese la curva si è fortunatamente piegata verso il basso, possibile effetto dello stop alle attività di ballo imposto dal governo a partire dal 16 agosto. Senza arrivare al passaporto sanitario ipotizzato nel maggio scorso dal presidente della regione Christian Solinas, dai numeri è evidente che il turismo abbia spinto i contagi sul territorio sardo.

Del resto, stando ai dati di Sardegna Statistiche, nel solo mese di agosto del 2019 arrivarono 701mila turisti in un’isola che ha 1,64 milioni di abitanti. In tutto lo scorso anno la provincia di Sassari, che di abitanti ne ha 334mila, accolse 336mila turisti. Certamente quest’anno l’affluenza sarà stata minore, visto l’impatto della pandemia a livello economico. Ma comunque c’è stato.

Ora, si potrà dire che l’aumento dei casi riscontrati sia in parte dovuto all’aumento dei tamponi effettuati. E in effetti se si guarda alla media mobile dei test diagnostici si nota come a partire dalla metà di agosto abbiano subito un’impennata.

Ma, allo stesso modo, è cresciuto anche il tasso di tamponi positivi ogni 100 test effettuati, a riprova che il contagio ha ripreso a diffondersi sull’isola.

L’elemento positivo in un quadro di crescita dell’epidemia è legato al fatto che il numero dei casi gravi e dei decessi è rimasto stabile. Per più di due mesi la Sardegna non ha visto ricoverati in terapia intensiva. Solo negli ultimi giorni sono tre i posti letto occupati.

Ancora meglio sul fronte dei decessi: dall’inizio di luglio, infatti, non si registrano vittime del Sars-CoV-2 sull’isola.

È possibile, ma questo i dati della Prociv non lo dicono, che questo sia dovuto al fatto che cala l’età dei positivi e gli esiti avversi sono solitamente correlati all’età. O che sia aumentata la quota dei portatori sani, ovvero degli asintomatici. Oppure, circostanza che nessuno si augura, che l’aumento di casi gravi e decessi debba ancora arrivare. Di sicuro, però, il numero dei contagi è salito. E il turismo resta il principale indiziato.

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