La grande manifestazione a Berlino contro i provvedimenti anti-coronavirus


È andata in scena nel weekend e ha portato all’arresto di circa 300 persone, molte delle quali appartenenti a gruppi neonazisti tedeschi. I cortei sono stati organizzati per protestare contro le nuove misure sanitarie varate da Angela Merkel

(Foto: Achille Abboud/NurPhoto/Getty Images)

Migliaia di manifestanti il 29 e 30 agosto sono scesi in piazza a Berlino per protestare contro le misure imposte dal governo tedesco per contenere la nuova ondata di contagi in Germania. Nel suo primo giorno la protesta ha coinvolto 38mila persone che hanno sfilato per le strade delle città in modo pacifico, ma ci sono stati anche scontri con la polizia quando un centinaio di attivisti, appartenenti a gruppi neonazisti di estrema destra, hanno cercato di fare irruzione nel Reichstag, sede della Camera dei deputati, forzando le barriere di sicurezza e il blocco della polizia all’entrata del palazzo.

Alla fine della giornata sono stati circa 300 gli arresti e il ministro degli interni Horst Seehofer ha definitivo “inaccettabile” quanto avvenuto, poiché si è trattato di un attacco diretto “al centro simbolico della nostra democrazia”. Eventi che, però, non ha scoraggiato altre manifestazioni, sebbene molto meno numerose, a poco meno di 24 ore di distanza: la polizia tedesca ha infatti sciolto un corteo di circa 2mila persone radunatosi vicino alla Colonna della vittoria e un altro, con altri mille partecipanti, su uno dei viali principali della città.

Le proteste sono state organizzate dopo l’annuncio della cancelliera Angela Merkel che ha imposto nuovi provvedimenti di distanziamento sociale, come lo stop a tutti gli eventi pubblici fino al prossimo anno, e multe di 50 euro per chi non indossa la mascherina dove è obbligatorio tenerla.

(foto: Christoph Soeder/picture alliance via Getty Images)

Cosa è successo nel primo giorno di manifestazioni

Le autorità di Berlino il 28 agosto non avevano concesso l’autorizzazione allo svolgimento dei cortei che avrebbero dovuto tenersi il giorno seguente nelle principali via della città, perché c’era il comprovato pericolo che non venissero rispettate le distante di sicurezza o indossate le mascherine. Una decisione che ha provocato una reazione accesa sui social network, poi invertita dal tribunale amministrativo della città tedesac che ha dato il via libera al corteo, spiegando che a suo modo di vedere non esisteva alcun segnale che indicasse che le regole di contenimento del contagio sarebbero state deliberatamente ignorate.

Alla manifestazione, popolata prevalentemente da famiglie e altri contestatori pacifici, hanno preso parte gruppi di estrema destra o promotori di teorie del complotto, come quella QAnon. Sono stati identificati moltissimi manifestanti con maglie, bandiere con simboli della Germania nazista e di quella imperiale. La prima tranche di arresti è avvenuta nelle vicinanze della ambasciata russa quando gli attivisti hanno iniziato a lanciare sassi e bottiglie contro la polizia, ferendo circa una decina di agenti. Nella seconda ci sono stati circa 100 fermi, perlopiù di manifestanti che hanno tentato di raggiungere il Reichstag. Le forze dell’ordine, in questo caso, per disperdere la folla hanno utilizzato spray al peperoncino.

“La pluralità di opinione è una caratteristica del buon funzionamento della società. Lo stesso vale per la libertà di riunione che, però, raggiunge il suo limite quando le regole pubbliche vengono calpestate”, ha sottolineato il ministro Seehofer. Per il titolare degli esteri Heiko Mass è, inoltre, vergognoso “vedere sventolare la bandiera dell’impero tedesco di fronte al parlamento”.

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