I guru del web che vi promettono il successo in amore


Cresce su internet l’offerta di consulenza di vario tipo per le relazioni sentimentali. Cosa si nasconde dietro questo fenomeno?

love in the time of corona

La professione, se così vogliamo chiamarla, è quella antichissima del dispensatore di consigli. Il campo d’azione quello, ancor più antico, dell’amore. Quello che è cambiato è solo lo strumento: YouTube e i canali social soprattutto; a volte anche il più classico blog, come supporto; ma la novità è solo parziale, visto che ci si trova nella fase di passaggio in cui quelli che una volta erano definiti nuovi media cominciano a entrare nella tradizione. Ed è lì che ogni giorno sembrano aumentare i canali dedicati ai nuovi maestri Jedi delle relazioni sentimentali, a cui non mancano mai gli allievi Padawan ai quali insegnano che tutto è possibile purché la mente abbia l’atteggiamento giusto: “Fare o non fare. Non c’è provare”. L’insegnamento impartito è quello dell’arte della seduzione: come smettere di essere un perdente (qualsiasi cosa significhi) e riuscire ad avere una vita amorosa piena, soddisfacente e, spesso, anche molto affollata, ad abundantiam, si direbbe.

Mille e un guru

L’offerta è piuttosto ampia: l’impressione è che il trend sia in crescita. L’impostazione è varia, così come le ipotetiche finalità, probabilmente in ragione del pubblico al quale ci si rivolge.

C’è, per esempio, l’uomo di mezza età, professionista con una buona carriera e la netta propensione a parlare pubblicamente della propria vita privata, attivo principalmente sui social e nel suo blog, che impartisce rassicuranti consigli sulla gestione della vita di relazione, su amanti e tradimenti, potenziali partner che spariscono dalla chat e simili. Oppure c’è il tipo dall’aria misteriosa e l’atteggiamento da maestro spirituale di fronte ai propri iniziati, che svela al suo pubblico, composto principalmente da donne, i segreti per attrarre infallibilmente qualsiasi uomo. Il discorso inizia su YouTube, ma poi prosegue con videocorsi a pagamento. O, ancora, c’è il guru dal nickname orientaleggiante che impartisce generiche istruzioni relative a schematiche categorie di donne da conquistare, per poi proseguire il discorso, a pagamento, su Skype. Più tradizionale l’impostazione di un altro mentore delle relazioni, che attraverso il sito pubblicizza le sue “guide”, ovvero manualetti che rispondono a specifiche esigenze o problemi, secondo il ben noto principio del marketing per cui aumentare e diversificare – anche solo apparentemente – l’offerta permette di raggiungere un pubblico più ampio e di guadagnare di più.

Oppure si può citare la maestra di seduzione che ritiene, in quanto donna, di poter insegnare con particolare efficacia l’arte di sedurre le altre donne, partendo da una rigidissima suddivisione degli uomini in categorie più o meno destinate al successo. Anche in questo caso, il discorso prosegue con corsi a pagamento, con relativo simil-diploma. Farà curriculum? È lecito chiederselo. Tra le proposte che più colpiscono per la capacità di prendersi sul serio pur nella natura surreale e offensiva dell’offerta formativa, si può citare quella di una vera e propria “università della conquista”. Si tratta di un grottesco insieme di corsi spesso costosissimi con una struttura simil-accademica, itineranti – a spese, ovviamente, dello studente – per tutto il territorio nazionale. Gli istruttori si presentano tramite YouTube, sito e social network e scorrendo i loro profili si viene investiti da una serie di affermazioni tra il discutibile, il veramente inquietante e il ridicolo.

Perplessità mista a dubbi sulla deontologia professionale sollevano, invece, i canali gestiti da psicologi di professione, che evidentemente ritengono opportuno fare pubblicità alla propria attività di terapeuti atteggiandosi a maestri dei sentimenti nel web.

Un aspetto comune a molti dei guru è la tecnica aggressiva adoperata per il marketing, che sfrutta le diverse possibilità offerte da internet. Al di là degli annunci sponsorizzati e dei pop-up, è frequente il collegamento diretto con le chat di Messenger e WhatsApp in cui l’utente che apre il sito finisce col trovarsi, per ricevere offerte personalizzate tramite la profilazione.

I tratti ricorrenti

In generale, colpisce molto l’uniformità di fondo che caratterizza i contenuti degli insegnamenti di questi guru. Il principale filo rosso è una visione prettamente stereotipata dei rapporti tra i sessi e di quelle che si ritengono le prerogative di genere. In quest’immagine cristallizzata che riproduce una visione del mondo in cui non si è sentito lontanamente parlare di concetti come la parità, gli uomini e le donne sembrerebbero comportarsi in modo standard, come categorie da prendere in blocco, che reagiscono in modo costante a un determinato comportamento, in una sorta di riflesso condizionato. E quindi tutte le donne reagiranno nello stesso modo a una determinata mossa degli uomini e viceversa: manca, infatti, del tutto il concetto di individuo e non si postula l’esistenza di sostanziali differenze nel comportamento di ciascuna persona.

E, come si sarà intuito, non si immagina neppure l’esistenza di una dimensione diversa dal binarismo di genere. In alcuni casi questo ingabbiamento in ruoli cristallizzati sfocia nell’uso di un linguaggio pesantemente sessista e ingiurioso e nell’incoraggiamento alla molestia. In alcuni video il tasso di esplicita misoginia e maschilismo è talmente alto da ricordare da vicino il preoccupante fenomeno degli incel, le cui deliranti teorie contro le donne sembrano alla base del pensiero di fondo di alcuni di questi guru. In ogni caso, anche nei contributi che vorrebbero veicolare un’immagine ritenuta positiva del rapporto tra i sessi, lo schematismo e l’abbondanza di stereotipi sono un chiaro indizio dell’idea limitativa dei rapporti sentimentali e sociali che vi è alla base. In altri post e video, a emergere è più l’aspetto ridicolo di questa semplificazione della realtà, che porta a stilare liste di complimenti, argomenti di conversazione, battute, libri e film da citare o, ancora, frasi per esordire in chat, tutti presentati come agganci di sicura efficacia.

Un tratto decisamente ricorrente è l’uso della pseudoscienza a sostegno delle affermazioni fatte. Si fa, per esempio, riferimento a teorie senza alcun appoggio scientifico, come la fantomatica “legge di attrazione”, resa famosa qualche anno fa da un bestseller, oppure alla programmazione neurolinguistica. Altre volte si propone una visione distorta e semplificata di fatti scientifici solidissimi, come la teoria dell’evoluzione, in modo che non si discosta molto dallo spirito della recente grottesca esternazione del politico leghista Calderoli sui “maschi infedeli”.

Cambiamenti sociali

L’offerta di guida e consigli in campo amoroso non è certamente un fenomeno nuovo, anzi i precedenti sono abbondanti, in alcuni casi anche illustri: a ben considerare, rientrano in questo filone opere come l’Ars amatoria di Ovidio, che tanto fece arrabbiare l’imperatore Augusto o il De amore di Andrea Cappellano, considerato il testo di riferimento del famoso “amor cortese”. Dalla manualistica rinascimentale ai manuali di auto-aiuto come Le regole o Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere, passando attraverso le varie declinazioni della “posta del cuore”, al bisogno di consigli per le relazioni si sono trovate diverse risposte nel corso della storia.

Ma nella società attuale esistono delle particolari circostanze che facilitano l’esplosione del fenomeno? “Dobbiamo senz’altro considerare che il bisogno di relazioni affettive è un’esigenza profonda e innata, determinata biologicamente e collegata alla ricerca del successo riproduttivo”, ci ha detto Grazia Attili, professoressa ordinaria ed emerita di Psicologia sociale alla Sapienza – Università di Roma, psicologa evoluzionista e autrice di diversi libri dedicati all’analisi evolutiva e neuroscientifica dei sentimenti, tra cui Il cervello in amore, edito presso il Mulino. “Nella società attuale – continua l’esperta – abbiamo potuto notare come, soprattutto in alcuni contesti, si siano ridotte le situazioni sociali che permettevano di sviluppare una certa expertise nella gestione delle relazioni. Tradizionalmente il contatto con gli amici e la possibilità di confrontarsi con gli altri e di vedere quali sono i meccanismi attraverso cui le relazioni iniziano e si portano avanti consentivano gradualmente di sviluppare un bagaglio di esperienze”. I cambiamenti che hanno rapidamente caratterizzato la società hanno inciso profondamente su questo fattore: “In molte delle nostre città – aggiunge Attili – le occasioni di uscire e di incontrarsi di persona sono diminuite e così le possibilità di confronto con gli altri e questo lascia diverse persone un po’ spiazzate. Molte delle conoscenze, per esempio, partono attraverso la mediazione di uno strumento informatico, come la chat. In questi contesti il bisogno di una guida può farsi sentire in modo intenso, proprio perché si è indebolito il tessuto sociale che aiutava a formarsi in modo differente nella gestione dei rapporti umani”. A questa esigenza rispondono, così, i diversi guru, con proposte talvolta elargite in buona fede, altre volte avviando un vero e proprio business basato sulla credulità altrui.

Ma è possibile che gli insegnamenti impartiti dai guru abbiano un qualche effetto? Sottolinea Grazia Attili: “Ricordiamo, innanzitutto, come per il comportamento umano, pur tenendo conto delle basi biologiche, non si possa parlare di determinismo, ragion per cui a un dato comportamento non corrisponde sempre un certo effetto. Le persone sono flessibili e l’interazione con l’ambiente, le prime esperienze di vita e il contesto sociale e culturale sono fattori importanti”. Questo rappresenta il più evidente limite della visione schematica e riduttiva dei sedicenti maestri d’amore. “Molti degli insegnamenti che veicolano, così come avveniva anche con i libri pubblicati in passato, sono basati su stereotipi, – aggiunge Attili – quindi, di fatto risultano più efficaci proprio per quelle persone che si riconoscono in ruoli di genere stereotipati (magari per via dell’ambiente nel quale sono cresciute o vivono) e sono influenzate da questa visione, che non ritiene possibile l’esistenza di una parità tra i sessi. Quindi, effettivamente, può accadere che in alcuni casi le strategie funzionino, ma solo perché a monte ci si è adattati a ricoprire un ruolo dal quale non si riesce a uscire. Si tratta di una sorta di effetto di profezia che si autoavvera”. La situazione è ovviamente soggetta a cambiamenti, che seguono quelli sociali: “L’efficacia dello stereotipo dipende dall’assenza di mutamenti nella società, così come è evidente già al giorno d’oggi nei contesti sociali in cui determinate visioni sono state superate. Vedremo nel corso del tempo come i cambiamenti sociali si rifletteranno sulla gestione delle relazioni”, conclude la psicologa.

A quel punto la parabola dei guru imboccherà il suo tratto discendente? Staremo a vedere, ma in ogni caso un po’ di sano scetticismo consentirà di risparmiarsi sofferenze e inutile investimento di denaro.

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