Steve Bannon è stato arrestato con l’accusa di truffa e riciclaggio di denaro


L’ex collaboratore di Donald Trump è stato fermato per frode ai danni dei donatori che hanno contribuito a una sua raccolta fondi per la costruzione del muro al confine tra Usa e Messico

(foto: Stefano Montesi – Corbis/Corbis via Getty Images)

Steve Bannon, ex stratega del presidente americano Donald Trumplicenziato nel 2017 dall’attuale inquilino della Casa Bianca, è stato arrestato a New York con l’accusa di frode nell’ambito di We Build the Wall, la sua raccolta fondi per sostenere la costruzione del muro al confine tra Stati Uniti e Messico, uno dei cavalli di battaglia della prima fase dell’amministrazione Trump.

In particolare, come riporta Cnbc, il teorico del sovranismo internazionale Bannon è stato incriminato insieme a Brian Kolfage, Andrew Badolato e Timothy Shea – suoi soci nell’impresa – dalla corte federale di Manhattan per aver creato un vero e proprio sistema fraudolento ai danni di migliaia di donatori nell’ambito della campagna di raccolta fondi, un’iniziativa di crowdfunding che è arrivata a raccogliere oltre 25 milioni di dollari.

Secondo l’accusa, Bannon e i suoi soci – tutti accusati di truffa e riciclaggio – avrebbero “truffato centinaia di migliaia di donatori, sfruttando economicamente il loro interesse a finanziare il muro di confine per raccogliere milioni di dollari, e ingannandoli dicendo che tutto quel denaro sarebbe stato speso per la costruzione”, si legge nelle parole della Procuratrice generale degli Stati Uniti incaricata del caso, Audrey Strauss.

Parte di quei fondi, invece, sarebbe servita a finanziare gli interessi privati delle persone incriminate secondo un vero e proprio “schema fraudolento” messo a punto dall’ex collaboratore di Trump e dai suoi complici. In particolare, gli imputati si sarebbero spartiti il denaro e avrebbero passato segretamente ingenti somme a Brian Kolfage, ideatore della campagna di raccolta fondi sul sito GoFundMe, per sovvenzionare il suo dispendioso stile di vita, come si legge ancora nella nota pubblicata dalla procuratrice Strauss.

Bannon e i suoi complici avrebbero quindi mentito sulla reale destinazione dei fondi raccolti grazie alle donazioni delle persone che hanno deciso di sostenere il progetto di autofinanziamento del muro, utilizzando poi quelle risorse per i propri interessi privati.

La costruzione di una parte di muro al confine col Messico è stata a tutti gli effetti propiziata dal crowdfunding, causando anche una diatriba diplomatica col Messico perché un breve tratto ha sconfinato nel suo territorio per un errore nei lavori. Donald Trump, per quanto suo figlio si fosse pronunciato a favore dell’iniziativa di Bannon e i suoi soci, col tempo ha disconosciuto l’impresa: anzi, è arrivato a dire che quel muro è stato eretto contro di lui, per metterlo in cattiva luce.

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