Internet, nuovo record di velocità: 178 terabit al secondo


Il risultato ottenuto dagli ingegneri dell’University College di Londra renderebbe possibile scaricare l’intera libreria di Netflix in meno di un secondo

Image by Barbara Jackson from Pixabay

L’indice di trasmissione dati più rapido del mondo è stato ottenuto da un team di ingegneri dell’University College di Londra che ha raggiunto una velocità internet più alta di un quinto del record precedente.

Il team guidato dalla professoressa Lidia Galdino, dottorato in Brasile in elettronica e ingegneria elettronica, ha fatto registrare una capacità di trasmissione dati di 178 terabit al secondo (ossia 178 milioni di megabit). La velocità è vicina al limite teorico di trasmissioni dati indicato dal matematico americano Claude Shannon già nel 1949 e oggi renderebbe possibile scaricare l’intera libreria di Netflix in meno di un secondo.

Il record fissato è il doppio della capacità di qualsiasi sistema al momento distribuito al mondo ed è stato raggiunto trasmettendo dati attraverso una gamma di colori, luci o lunghezze d’onda molto più ampia di quella tipicamente usata nella fibra ottica. I ricercatori, che hanno condotto lo studio lavorando insieme al provider di tecnologia per la comunicazione sottomarina Xtera e alla giapponese Kddi research, hanno usato un’ampiezza di banda di 16.8 terahertz, mentre le infrastrutture correnti usano uno spettro di 4.5 Thz e alcune reti commerciali stanno entrando ora nel mercato a 9 Thz.

Hanno quindi combinato diverse tecnologie amplificatrici per potenziare il segnale lungo la maggior ampiezza di banda e massimizzato la velocità sviluppando nuove costellazioni Geometric Shaping (schemi di segnali combinati che ottimizzano le proprietà della luce come fase, luminosità e polarizzazione), manipolando cioè le proprietà di ciascuna lunghezza d’onda.

Il vantaggio di questa tecnica è che potrà essere applicata sulle infrastrutture già esistenti, in modo economicamente virtuoso, semplicemente aggiornando gli amplificatori già collocati sulle dorsali delle fibre ottiche a intervalli di 40-100 chilometri. Potenziarne uno costerebbe 16mila sterline (17.800 euro circa), mentre installare nuove fibre ottiche può arrivare fino a 450mila sterline (500mila euro) a chilometro nelle aree urbane.

Un aspetto non secondario, visto che dall’inizio della crisi Covid-19 la domanda di banda larga è aumentata, con un incremento del traffico del 60% registrato da alcuni operatori. Una situazione mai sperimentata prima che ha reso evidente l’importanza di reti resilienti e capienti. “Indipendentemente dalla crisi coronavirus il traffico internet era già cresciuto esponenzialmente negli ultimi 10 anni e la crescita della domanda di dati è collegata al calo del costo per bitosserva Galdino -. Lo sviluppo di nuove tecnologie è cruciale per mantenere costi bassi, mentre la richiesta continuerà ad aumentare, con il sopravanzare di applicazioni non ancora immaginabili che trasformeranno la vita delle persone”.

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