Come sta andando la convention dei democratici americani?


Vista l’emergenza del coronavirus, l’intera kermesse quest’anno si svolge virtualmente. È stata ufficializzata la candidatura di Joe Biden, ma hanno parlato anche tanti politici, attivisti e cittadini

(foto: Brian Snyder/Pool/Afp/Getty Images)

Avrebbe dovuto tenersi in un affollato palazzetto di Milwaukee, in Wisconsin, ma la diffusione del coronavirus negli Stati Uniti ha cambiato il consueto format della convention del Partito democratico che, quest’anno, per la prima volta, si sta svolgendo virtualmente: gli interventi degli ospiti, registrati o in diretta, si susseguono uno dopo l’altro e vengono presentati da una conduttrice in studio. La kermesse è iniziata il 17 agosto e si concluderà il 20. Nelle due giornate già svolte, è stata presentata ufficialmente la candidatura di Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti e sono intervenuti alcuni tra i personaggi più importanti del partito come l’ex first lady Michelle Obama, l’ex presidente Bill Clinton e il senatore Bernie Sanders. Ma hanno preso la parola anche alcuni rappresentanti dei repubblicani che sosterranno Biden, come l’ex governatore dell’Ohio John Kasich o l’ex segretario di stato – durante la presidenza di George W.Bush – Colin Powell.

L’evento, uno degli appuntamenti fissi della vita politica americana, ha lo scopo principale di nominare il candidato del partito per le presidenziali di novembre, poiché vengono chiamati a votare i delegati conquistati da ciascun candidato durante le primarie. Ma è anche il momento in cui il partito presenta il proprio programma agli elettori. Tra gli interventi attesi per il 19 agosto ci sono quello della candidata alla vice presidenza Kamala Harris, di Barack Obama e Hillary Clinton. A chiudere la convention, il 2o agosto, sarà Joe Biden.

Cosa è stato è detto

Il format diverso dal solito ha cambiato anche il tenore e la lunghezza dei discorsi degli ospiti chiamati a intervenire durante la convention. Ci sono stati già momenti molto riusciti – i brevi discorsi dei delegati che, ciascuno per proprio stato, hanno espresso le proprie intenzioni di voto davanti a un monumento simbolo – e altri molto più penalizzati dalle nuove modalità, come il famoso keynote address, discorso che solitamente spetta alla futura promessa del partito (nel 2004, ad esempio, toccò a Barack Obama), ma che quest’anno è stato affidato a 17 politici emergenti.

Tra gli interventi del 17 agosto che hanno avuto più ritorno di pubblico ci sono stati quello della madre di Eric Garner, l’uomo ucciso dalla polizia a New York nel 2014 e quello del padre e del fratello di George Floyd, la persona il cui omicidio a opera della polizia di Minneapolis a maggio ha dato la stura alle manifestazioni del movimento Black Lives Matter degli ultimi mesi. O quello di Kristin Urquiza, cittadina che ha raccontato la morte del padre a causa del Covid-19 con parole molto incisive: “Mio padre aveva 65 anni ed era in piena salute. Non aveva problemi pregressi, a parte uno: si è fidato di Donald Trump. E lo ha pagato con la vita”.

Molto duro è stato anche il discorso di Michelle Obama che ha fatto appello gli elettori dicendo: “Se pensate che le cose non possano andare peggio di così, credetemi, possono; e lo faranno, se non cambiamo le cose in queste elezioni. Per avere anche una sola speranza di mettere fine a questo caos, dobbiamo votare Joe Biden come se da questo dipendesse la nostra vita”. Parole fortemente criticate dal presidente Trump che ha sottolineato come la sua vittoria alle presidenziale fosse frutto di una cattiva amministrazione di Barack Obama.

Il 18 agosto le maggiori attenzioni mediatiche sono toccate a Jill Biden. La moglie del candidato alla presidenza ha raccontato la storia della sua famiglia – a partire dal lutto che ha colpito Biden, da giovane, quando in un incidente stradale perse moglie e figlia fino ad arrivare a quello recente con la morte per cancro del figlio Beau Biden – ma anche quella del suo lavoro, da insegnante preoccupata per il futuro degli studenti in questo periodo di emergenza sanitaria. Tutte vicende, come ha sottolineato, collegate alle sfide che, in futuro, dovranno affrontare gli Stati Uniti: “Come si rimette insieme una famiglia spezzata? Con amore, coraggio, fede, ascolto e atti di gentilezza grandi e piccoli. Joe diceva ai bambini: è stata la mamma a mandare Jill per noi. Come si rimette insieme un paese spezzato? Con amore, coraggio, fede, ascolto e atti di gentilezza grandi e piccoli”.

Potrebbe interessarti anche





Vai all’articolo Originale!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

X